La Scuola di Applicazione

​La Scuola di Applicazione deriva, per averne ereditato sede, strutture, funzioni e tradizioni, dalle Scuole di Applicazione delle Armi di Fanteria, Cavalleria, Artiglieria e Genio che, ricostruite a Torino nel 1949 e riunite nel 1951 sotto un unico comando con la comune denominazione di Scuole di Applicazione d'Arma, erano state fondate alcune nel secolo scorso ed altre agli inizi di quello attuale, ma traevano la loro origine, quale naturale continuazione, da preesistenti Istituti omologhi per funzioni ed attività, sorti in Piemonte nel XVIII e XIX secolo. Nel tempo, si sono succeduti, in qualità di Allievi, di Comandanti e di Docenti, illustri ed insigni personaggi della storia nazionale, quali Cavalli, Cavour, Faà di Bruno, Lagrange.


Procedendo in ordine cronologico, devono essere considerate prima la Scuola di Applicazione di Artiglieria e la Scuola di Applicazione del Genio, (derivando esse dalla matrice più antica, ossia dalle "Regie Scuole Teoriche e Pratiche di Artiglieria e Fortificazione", fondate a Torino nel 1739, la cui attività, durata circa ottant'anni, si era conclusa con la restaurazione postnapoleonica), e poi la Scuola di Applicazione di Cavalleria ed infine la Scuola di Applicazione di Fanteria. Infatti, negli anni tra il 1816 ed il 1822 le loro funzioni erano state progressivamente devolute parte alla "Regia Accademia Militare" (1816) e parte alla "Scuola di Applicazione per gli Ufficiali del Corpo Reale del Genio" (1819) ed alla "Scuola Teorica di Applicazione ad uso degli Ufficiali del Corpo Reale di Artiglieria" (1822). Tra il 1830 ed il 1835 anche l'attività di queste due Scuole cessava e la preparazione dei giovani Ufficiali era interamente affidata all'Accademia, nel cui ambito venivano costituite, con funzioni simili a quelle delle disciolte Scuola di Applicazione, dapprima (nel 1834) la "Scuola Comlementare" e poi, in sua vece (nel 1839), la "Scuola di Applicazione per le Armi Dotte".


A seguito delle esperienze della Prima Guerra d'Indipendenza e della conseguente riforma dell'esercito sabaudo, veniva nuovamente operata la separazione tra i corsi della "Regia Accademia Militare" e quelli teorico-applicativi. Per lo svolgimento di questi ultimi, infatti, il re Vittorio Emanuele II istituiva, nel 1851, la "Scuola Complementare per gli Ufficiali di Artiglieria e Genio", ordinativamente autonoma rispetto alla stessa Accademia.

Dopo un brevissimo periodo di chiusura, questa nel secondo semestre del 1863, veniva nuovamente ricostruita con la denominazione di "Scuola d'Applicazione delle Armi di Artiglieria e Genio" e, nel 1897, posta assieme alla "Regia Accademia Militare" sotto un unico comando.


Il funzionamento della Scuola proseguiva per oltre cinque lustri, ossia fino a quando il decreto del 14 ottobre 1924 disponeva il suo scioglimento ed il trasferimento dei suoi compiti ad un comando dei corsi straordinari, inserito nelle strutture ordinative dell'"Accademia Militare di Artiglieria e Genio". Tale riunificazione fu di breve durata, in quanto nel 1928 i due Istituti, pur mantenendosi sotto un unico comando, tornavano a separarsi, acquisendo rispettivamente le denominazioni di "Regia Accademia Militare di Artiglieria e Genio" e di "scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio". Queste, a causa degli eventi bellici, cessavano di svolgere le loro funzioni istituzionali l'8 settembre del 1943, alcuni mesi dopo il trasferimento della prima a Lucca e della seconda a Montecatini Terme.


Nel 1949, i corsi applicativi degli Ufficiali di artiglieria e del genio riprendevano a Scuole inizialmente separate e, dal 1951, inserite nelle "Scuole di Applicazione d'Arma", per poi confluire nel 1976 in quelli della costituenda "Scuola di Applicazione".


Per quanto riguarda la "Scuola di Applicazione di Cavalleria", è da ricordare che le sue radici risalivano alla "Regia Scuola Militare di Equitazione", fondata in Venaria Reale nel 1823 e, successivamente, trasferita a Pinerolo e trasformata in "Scuola Militare di Cavalleria" nel 1849, "Scuola Normale di Cavalleria" nel 1862, "Scuola si Cavalleria" nel 1887 e "Scuola di Applicazione di Cavalleria" nel 1910.


Come la "scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio", anche quella di Cavalleria cessava di esistere l'8 settembre 1943; dopo il termine del conflitto le sue funzioni venivano trasferite nel 1949 alla "Scuola di Applicazione di Fanteria", nel 1954 alla "Scuola di Applicazione di Fanteria e Cavalleria" e nel 1976 alla "Scuola di Applicazione".


La "Scuola di Applicazione di Fanteria" traeva origine dalla "Scuola Normale di Fanteria" istituita a Torino nel 1849 ed, in seguito, denominata "Scuola Militare di Fanteria" nel 1850, con sede a Ivrea e, nel 1862, "Scuola Normale di Fanteria", inizialmente stanziata sempre a Ivrea e successivamente a Colorno (1864) a Parma (1865). Nel 1869 essa fu trasformata in "Scuola Centrale di tiro, scherma, ginnastica e nuoto, per la Fanteria", per poi assumere la denominazione di "Scuola Normale di Fanteria" nel 1873, di "Scuola Centrale di tiro di Fanteria" nel 1888 e di "Scuola di Applicazione di Fanteria" nel 1910.


La Scuola, discioltasi l'8 settembre 1943 dopo un'eroica resistenza opposta alle truppe tedesche, veniva ricostituita a Torino nel 1949 con la precedente denominazione, poi modificata, nel 1954, in quella di "Scuola di Applicazione di Fanteria e Cavalleria". Nel 1951 essa era inquadrata nelle "Scuole di Applicazione d'Arma" e nel 1976 i suoi compiti venivano devoluti alla Scuola di Applicazione.


Dal 1° giugno 2003 inglobando i corsi svolti fino a quella data presso la Scuola di Guerra di Civitavecchia, l'Istituto ha assunto l'attuale denominazione:"Scuola di Applicazione e Istituto di Studi Militari dell'Esercito"


A far data dal 3 Agosto 2009 Il Comando Scuola di Applicazione e Istituto di Studi Militari dell’Esercito assume la denominazione di Comando delle Scuole - Scuola di Applicazione e Istituto di Studi Militari dell'Esercito ed ha la responsabilità della gestione unitaria del settore “formazione” per tutto il personale della Forza Armata. In particolare:

  • quale Comando di Vertice dell’Area Scolastica ha il compito di assicurare la formazione di base e avanzata degli U., dei SU. e dei Volontari e di assicurare la formazione linguistica di tutta la Forza Armata;
  • quale Comando della Scuola di Applicazione e Istituto di Studi Militari ha il compito di presiedere alla formazione di base degli Ufficiali del Ruolo Normale (RN), del Ruolo Speciale (RS), della Riserva Selezionata e di quelli a nomina diretta, nonché di presiedere alla formazione avanzata degli Ufficiali del Ruolo Normale;
  • quale Centro Studi Post Conflict Operation ha la responsabilità di sviluppare il progetto connesso con la creazione di un Polo di Eccellenza della Forza Armata preposto allo studio e alla ricerca in materia di operazioni post conflittuali e alla formazione di personale militare e civile destinato ad operare sul campo.

Per assolvere tali compiti, Il Comando delle Scuole - Scuola di Applicazione e ISME, ha alle proprie dipendenze tutti gli Istituti di formazione di base e avanzata della Forza Armata fra i quali spiccano l’Accademia Militare di Modena, le due Scuole militari di Napoli e Milano, la Scuola Sottufficiali di Viterbo, il Raggruppamento Unità Addestrative per i Volontari di Capua, nonché la Scuola Lingue Estere di Perugia.


A far data dall' 8 marzo 2010, in aderenza alle disposizioni emanate dallo Stato Maggiore dell'Esercito con foglio prot. n.78 cod. id. 152 ind. cl. 1.8.3.9, in data 18 febbraio 2010 il Comando delle Scuole - Scuola di Applicazione e Istituto di Studi Militari dell'Esercito, pur mantenendo la duplice funzione di Vertice d'Area e Istituto di Formazione, cambia denominazione assumendo quella di Scuola di Applicazione e Istituto di Studi Militari dell'Esercito.


​​Con il provvedimento disposto dallo Stato Maggiore dell'Esercito con foglio prot. n. 27 cod. id. 152 ind. cl. 1.8.3.9 in data 11 gennaio 2011, la Scuola di Applicazione e Istituto di Studi Militari dell'Esercito dal 1° febbraio 2011 ha assunto la nuova denominazione di Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell'Esercito.