La Bandiera

 

Nell’ultimo scorcio dell’evo moderno (secolo XVIII) e nella prima parte di quello contemporaneo, le Bandiere venivano concesse in dotazione ai soli reparti di fanteria e cavalleria, le cosiddette Armi di linea, quale "giusta ricompensa" al loro contributo di sangue sul campo di battaglia.


La Bandiera era l’emblema delle glorie e delle tradizioni del reparto e rappresentava il punto di raccolta delle schiere nelle molteplici vicende del combattimento. Era, in definitiva, l’espressione dell’alta considerazione in cui erano tenute le due Armi ed i loro reparti.


Siffatto principio non poteva, ovviamente, essere applicato ad altri corpi, per i quali l'eventuale concessione della Bandiera veniva ad assumere un significato assai diverso, essendo in tal caso non altro che un riconoscimento formale di servizi particolarmente meritori.


Questa concezione limitatrice è rimasta, per lungo tempo, nelle tradizioni dell'Esercito Italiano. Infatti, solo nel 1935, la concessione di stendardi e di labari è stata estesa rispettivamente ai reggimenti di artiglieria ed a quelli del genio.


Unica deroga a questa regola fu la concessione, fatta dal Re Carlo Alberto il 13 agosto 1840, della Bandiera alla "Regia Accademia Militare", quale segno del suo compiacimento e della sua benevolenza; detta concessione rappresentò un'eccezione per oltre cinquant'anni.


È per questo motivo che le "Scuole Teoriche e Pratiche di Artiglieria e Fortificazione" non hanno mai avuto una Bandiera propria, anche perché esse non hanno mai costituito un ente autonomo, avendo sempre fatto parte integrante prima del Battaglione, poi del Reggimento ed infine del Corpo Reale di Artiglieria.


Nel medesimo giorno in cui furono fondate le Scuole (16 aprile 1739), venivano concesse al Battaglione dell’Artiglieria e degli Ingegneri due Bandiere, secondo quanto prescritto dall’articolo 4 del regolamento dello stesso reparto: "Per maggiore ornamento e decoro di detto corpo vogliamo che siano provvisti due drapeaux, ossia bandiere, per servirsene come si pratica in altri Reggimenti della nostra Fanteria e che gioisca in concorso d’essi dell’anzianità spettantegli dal tempo della sua creazione, come pure degli altri onori e prerogative che possano essergli dovute, e gli Ufficiali dovranno anche avere la sciarpa, allorchè saranno sotto le armi o comandati, si è come si usa negli altri Reggimenti suddetti".


Le due Bandiere furono chiamate una di Battaglione o d’ordinanza e l’altra di Reggimento o Colonnella. Sono queste due che si possono considerare, a buon diritto, quelle iniziali delle "‘Regie Scuole Teoriche e Pratiche di Artiglieria e Fortificazione", anche se non esclusive di esse.


Con le modifiche apportate da Vittorio Amedeo III, fu creato il Corpo Reale di Artiglieria e furono variate anche le Bandiere con cui l’artiglieria sabauda combattè contro le truppe della rivoluzione francese; venne così creata la "Colonnella 1776", che le Scuole mantennero fino al 1816.


Successivamente, con la restaurazione, il Corpo Reale di Artiglieria fu riordinato e ad esso venne assegnata una nuova Bandiera, la "Colonnella mod. 1816". Questo tipo di Bandiera è rimasto in dotazione alle Scuole Teoriche e Pratiche fino a quando le suddette vennero definitivamente sciolte e, come abbiamo visto, furono create la "Scuola di Applicazione per gli Ufficiali dei Corpo Reale del Genio" (1819) e quella Teorica di Applicazione ad uso degli Ufficiali del Corpo Reale di Artiglieria (1822).


Da quel momento in poi e fino al 1977, le Scuole di Applicazione delle Armi di Artiglieria e Genio non hanno più avuto una Bandiera da poter considerare, anche se solo in parte, come "propria" ma si sono servite per le loro esigenze della Bandiera di guerra di uno dei reparti distanza in Torino o zone vicine.


Per quanto invece riguarda le altre Scuole di Applicazione, è da ricordare che quella di fanteria non ha mai avuto una sua Bandiera, mentre a quella di cavalleria con regio decreto del 3 dicembre 1934 era stato concesso Fuso dello Stendardo Nazionale, conforme a quello adottato per i reggimenti della stessa Arma. La decisione prendeva le mosse da precedenti analoghe concessioni fatte alle Scuole Allievi Ufficiali di complemento, quelle Sottufficiali.


La consegna dello Stendardo avvenne il 23 febbraio 1935 in Pinerolo e, per conferire maggiore solennità alla cerimonia, lo Stendardo assegnato fu quello del disciolto reggimento "Lancieri di Vercelli” (26°), fregiato di Medaglia d’Argento al Valor Militare per i fatti d’armi della fine di ottobre e dei primi di novembre del 1918.


A seguito degli eventi verificatisi dopo l’8 settembre 1943 lo Stendardo scomparve e non fu più ritrovato.


Finita la guerra, si procedette alla riunificazione delle Scuole militari, mediante la costituzione, a Modena, dell'Accademia Militare unica per tutte le Armi e, a Torino, delle "Scuole di Applicazione d’Arma".


A seguito di questi provvedimenti, nell'ottobre del 1947, venne concessa la nuova Bandiera nazionale all’Accademia Militare unificata, mentre, per quanto riguarda l’altro dei due Istituti, tale concessione è stata fatta solo in un secondo tempo, quando oramai lo stesso si era trasformato in Scuola di Applicazione. Infatti la Bandiera è stata consegnata alla Scuola nel 1977 (a seguito del decreto presidenziale del 14 marzo dello stesso anno), nel corso di una solenne cerimonia svolta nel cortile d’onore del Palazzo dell’Arsenale alla presenza degli ex Comandanti dell’Istituto e di alte Autorità civili e militari.


Nella stessa occasione la Bandiera è stata fregiata con la Medaglia d’Argento al Valor Militare, con la seguente motivazione:

"Culla di alti insegnamenti, che forgiò tante giovani generazioni di Ufficiali educandole alle leggi del dovere e del sacrificio, nella critica notte dell'armistizio, respinta l'intimazione di resa, affrontava una impari lotta contro forze più volte superiori, costituendo un baluardo contro il quale urtavano invano scelte fanterie avversarie. Né le perdite, né il successivo intervento di mezzi corazzati nemici riuscivano a fiaccarne la tenace volontà di resistenza. Dopo più ore di accanita lotta, desisteva dal combattimento solo in seguito ad ordine superiore, suggellando con il sangue generoso dei suoi difensori le sue tradizioni di valore e di fedeltà all'onore militare".

(Parma - 8/9 settembre 1943)


La cerimonia della consegna della Bandiera alla Scuola di Applicazione solennizzava l’avvenuta unificazione delle preesistenti Scuole e sanciva l’auspicata omogeneizzazione della preparazione spirituale e professionale di tutti gli Ufficiali dell’Esercito, essendo essa il simbolo di tale coesione e la depositaria dei valori e delle tradizioni del passato ai quali ispirarsi per l’avvenire.


​La madrina della Bandiera è stata la vedova del Generale Giuseppe Perotti (Medaglia d’Oro al Valor Militare), già allievo ed insegnante della Scuola di Applicazione del Genio, combattente delle due guerre mondiali, eroe della Resistenza, fucilato, insieme ad altri sette patrioti, il 5 aprile 1944 al Martinetto di Torino.