Lo Stemma

 

La Scuola di Applicazione è nata quale Scuola unica per tutte le Armi in data 10 settembre 1976, a seguito di una radicale ristrutturazione delle Scuole di Applicazione d’Arma. In seguito a ciò, si presentò la necessità di avere un emblema unico comprendente i più significativi simboli araldici delle Scuole precedenti.

Il nuovo stemma, concesso con decreto presidenziale del 14 marzo 1977, è spiegato attraverso la descrizione dei suoi principali elementi costitutivi: lo scudo e gli ornamenti esteriori. Gli elementi blasonati nello scudo sono due: la diretta discendenza della Scuola d’Applicazione da tre preesistenti Istituti similari (la Scuola d’Applicazione di Fanteria e Cavalleria, la Scuola d’Applicazione di Artiglieria e la Scuola d’Applicazione del Genio) ed il legame con la città di Torino, ove tali Scuole hanno avuto sede.


Lo scudo è stato, pertanto, suddiviso in quattro parti, delle quali le prime tre dedicate al ricordo delle Scuole predette e l’ultima alla città di Torino.


Il primo quarto ricorda la Scuola di Applicazione di Fanteria e Cavalleria. Naturalmente, la blasonatura del suo patrimonio storico ha comportato un ulteriore suddivisione della partitura, a sua volta inquartata.

Nel primo quarto figura l'arme del Piemonte: di rosso alla croce d'argento caricata da un lambello di tre pendenti d'azzurro; nel secondo l'emblema tradizionale della cavalleria piemontese: l'aquila nera dal volo spiegato su campo d'argento; nel terzo, partito, figurano l'arme di Parma (d'oro alla croce d'azzurro) ed il simbolo della fanteria: un gladio romano d'argento con il manico d'oro avvolto da un ramo d'alloro, il tutto abbassato ad un capo d'azzurro caricato da una stella d'argento (a ricordo della Medaglia d'Argento al Valor Militare concessa alla Scuola di Applicazione di Fanteria); nel quarto, ancora partito, l'arme di Pinerolo (d'argento a tre fasce di nero attraversate da un pino) e su fondo rosso il cavallo d'argento alato, l'altro caratteristico simbolo della cavalleria.


Nel secondo quarto è, invece, raffigurato lo stemma delle "Regie Scuole Teoriche e Pratiche di Artiglieria e Fortificazione", ascendenti dirette della Scuola di Applicazione di Artiglieria. Esso è partito, innestato merlato d’oro (antico colore distintivo dell'armadi Artiglieria) e di rosso (antico colore dell’arma del Genio) alla banda d’azzurro (colore dei Savoia fondatori delle Regie Scuole).


Analogamente, il terzo quarto è dedicato alla disciolta Scuola di Applicazione del Genio e ne recepisce lo stemma, diverso da quello della Scuola d’Applicazione di Artiglieria soltanto per una torre di tre piani che carica la banda.

Nell’ultimo quarto è, infine, raffigurato il toro furioso d’oro su campo azzurro, arme di Torino. Un nastro azzurro bordato d’argento si diparte dal fregio, a ricordo della Medaglia d’Argento al Valor Militare concessa, come detto, alla Scuola di Applicazione di Fanteria.


Sotto lo scudo su di un caniglio d’argento è riportato il motto "Doctrinas bello aptare", che sintetizza le finalità dell’Istituto e che già appartenne alle "Regie Scuole Teoriche e Pratiche di Artiglieria e Fortificazione", ossia al più antico degli Istituti dai quali discende l’attuale Scuola di Applicazione.


​​L'attuale stemma araldico, mentre è rimasto invariato per la parte relativa allo scudo, è stato così modificato negli ornamenti esteriori: Sopra lo scudo una corona turrita formata da un cerchio, rosso all’interno, con due cordonate a muro sui margini, sostenenti otto torri (cinque visibili). Le torri hanno foggia rettangolare a dieci merli alla guelfa (quattro dei quali angolari), sono munite di una porta e di una sola finestra e sono riunite da cortine di muro, ciascuna finestrata di uno. Il tutto è d’oro e murato di nero. Svolazzante, ai lati dello scudo, un nastro d’azzurro filettato d’argento uscente dal fregio. Sotto la punta dello scudo una lista bifida d’oro, svolazzante, incentrata con la concavità rivolta verso l’alto, riportante il motto "Doctrinas bello aptare", con caratteri maiuscoli lapidari romani, in nero.​