Il Museo Storico della Terza Armata nasce nel 1956, voluto dal Generale Alberto Aliberti a seguito di un imponente evento di commemorazione svolto nell'agosto di quell'anno a Padova, ed è dedicato alla conservazione ed alla valorizzazione del patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale e specificamente della zona del Carso e del basso Piave, che furono le zone di operazione della Terza Armata. La struttura museale dal settembre 2009, a seguito del trasferimento del Comando Brigata Artiglieria c/a, ha potuto espandersi in tutto lo stabile assumendo la sua veste attuale.
Collocato
presso un importante palazzo storico cittadino, di costruzione risalente alla
fine del 1300, eretto per volere della famiglia Borromeo, porta i nomi dell’illustre
Cardinale Pietro Bembo e dell’ultima famiglia proprietaria, i Camerini.
La storia
dell'edificio inizia con Bernardo Fortebraccio, condottiero della Serenissima
che vi dimorò fino al 1532, anno in cui Pietro Bembo, ne diventò proprietario.
Borgo
Altinate nel 1500 era ai margini della città, il Palazzo era immerso nel verde
e i suoi giardini si estendevano fino a lambire il fiume.
Il
Cardinale Bembo ristrutturò il palazzo e lo colmò di opere d’arte, di una
grande biblioteca e di un orto botanico facendolo divenire un centro di
cultura, ospitando i grandi artisti del tempo e fra questi, nel 1537, Benvenuto
Cellini (com’è ricordato nella targa in marmo murata sulla facciata
dell’edificio).
In seguito
altre, importanti famiglie e personaggi ne ebbero la proprietà finché lo
stabile venne infine venduto dal Conte Paolo Camerini nel 1936 al Comune di
Padova ed il Comune, nel 1941, lo permutò con la Forza Armata, ottenendo
l'attuale area degli Eremitani.
Tra il
1941 e il 1943 fu sede del Comando dell’ARMIR (Armata Italiana in Russia),
mentre in seguito, sino al 1945 fu sede di un alto Comando Tedesco.
Dal 1948
al 1952 vi si insediò il Comando del V° C.A, trasferito poi a Vittorio Veneto
al quale subentrò il Comando Designato Terza Armata proveniente da Bologna.
Qui rimase sino al suo scioglimento, nel marzo del 1972. Vi prese quindi sede stabile il Comando Artiglieria Controaerei dell'Esercito e, dal 2006 il Comando Brigata Artiglieria Controaerei, fino all'11 settembre 2009.