fonte: Stato Maggiore Esercito

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Svolto il Workshop sulla digitalizzazione del campo di battaglia, organizzato dal Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.) in sinergia con lo Stato Maggiore dell’Esercito.

Ce.S.I. ed Esercito Italiano al workshop sulla digitalizzazione del campo di battaglia per analizzare gli sviluppi dello swarming warfare

​Si è svolto presso la Biblioteca Militare Centrale di Palazzo Esercito, nel rispetto delle norme per il contenimento del COVID-19, il Workshop “La digitalizzazione del campo di battaglia: quali implicazioni per lo swarming warfare?”.

L’evento, organizzato dal Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.) in sinergia con lo Stato Maggiore dell’Esercito, si inserisce nel quadro di un più ampio progetto di collaborazione teso ad accompagnare lo Strumento Militare Terreste nel suo processo di riflessione sulle principali sfide tecnologiche e capacitive del futuro, a supporto del processo di modernizzazione.

Presenti in sala il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Pietro Serino, il Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Gaetano Zauner, il Comandante del Comando delle Forze Operative Terrestri e Comando Operativo Esercito (COMFOTER COE), Generale di Corpo d’Armata Giovanni Fungo, il Direttore della Direzione Armamenti Terrestri, Tenente Generale Paolo Giovannini, e altri Comandanti dei principali Enti/Comandi dell’Esercito Italiano, nonché illustri rappresentanti del mondo accademico e dell’industria nazionale, tra i quali il Prof. Andrea Margelletti, Presidente del Ce.S.I. e Consigliere per le Politiche di Sicurezza e di Contrasto al Terrorismo del Ministro della Difesa, il Prof. Andrea Locatelli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Ing. Tonino Genito, Head of Missile Design di MBDA Italia.

La conferenza si è aperta con l’intervento del Dott. Gabriele Iacovino, Direttore del Centro Studi Internazionali che, in qualità di moderatore, ha introdotto l’obiettivo dell’evento, ossia alimentare nell’ambito di una community di stakeholder una riflessione strutturata e un vivace dibattito sui possibili sviluppi dello swarming warfare nei futuri scenari di conflitto e le implicazioni nell’ottica di un ambiente percepito sempre più come multi-dominio e multi-dimensionale.

A seguire il Prof. Margelletti, che ha sottolineato: “Lo swarming warfare è la capacità di avere una molteplicità di unità e di sistemi che ragionano e operano insieme”. Il Presidente del Ce.S.I. ha poi posto l’accento sull’importanza dell’evoluzione tecnologica nei futuri scenari operativi: l’interoperabilità, data dalla condivisione di capabilities tecnologiche comuni, sarà la chiave di volta delle future alleanze internazionali.

Si è entrati poi nel vivo del workshop con il confronto tra i relatori, che hanno affrontato la complessa tematica dello swarming, inteso come l’impiego diradato di un grande numero di unità o capacità militari di piccola entità, anche di natura autonoma e semi-autonoma, caratterizzate da elevata mobilità e che convergono in modo coordinato e ripetutamente su un avversario, colpendolo dinamicamente e da più direzioni al fine di generare effetti nella dimensione fisica e cognitiva. Nello swarming, i concetti di “fronte” e di “fianchi” assumono un significato di estrema relatività, in relazione alle fasi e ai tempi di dispersione e concentrazione delle unità. In tale contesto, assume sempre maggiore importanza il comando e controllo di tali unità, proprio perché la coordinazione deve avvenire da posizioni diverse, con tempistiche sincronizzate e con tutte le difficoltà rappresentate dall’azione avversaria. Inoltre, sono state messe in evidenza le sfide poste dalla condotta dello swarming, evidenziando che l’eccessiva dipendenza da sistemi di comando e controllo digitalizzati può rappresentare una vulnerabilità in un ambiente operativo altamente conteso, così come potrebbero presentarsi difficoltà logistiche e di approvvigionamento dei materiali nel condurre operazioni con unità così diradate e forme di manovra non lineari.

A chiusura dell’evento, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Pietro Serino ha rivolto un breve saluto a tutte le autorità presenti e ringraziato il personale del Ce.S.I. per l’organizzazione del workshop. Il Generale Serino, nell’ambito del confronto tenutosi fra i relatori e il pubblico, ha voluto promuovere alcune riflessioni: “lo swarming warfare in chiave moderna implica un nuovo approccio al ‘Mission Command’ ed al ‘combattimento pluriarma’. In tale ottica, dobbiamo chiederci se le procedure operative e la struttura organizzativa in uso siano ancora valide o richiedano un profondo ripensamento”. Rivolgendosi al comparto industriale, il Capo di Stato Maggiore ha chiesto di “adoperarsi affinché le nuove tecnologie diano vita a strumenti di semplice utilizzo, tali da essere di ausilio concreto ed immediato al singolo combattente”.

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