fonte: RC-W KOSOVO

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A “Camp Villaggio Italia” il 16 gennaio 2022 si è svolta la cerimonia di cambio del comando del Regional Command West.

In Kosovo subentra il Reggimento artiglieria terrestre “a Cavallo” della Brigata Pozzuolo del Friuli

​Domenica scorsa, si è svolta presso la base denominata “Camp Villaggio Italia”, in località Belo-Polje nelle vicinanze della cittadina di Peja/Pec, la cerimonia di cambio del comando del Regional Command West (RC-W), l’unità multinazionale a guida italiana, responsabile del settore occidentale del Kosovo.

Il contingente italiano uscente, su base 185° Reggimento artiglieria paracadutisti “Folgore” è stato avvicendato dal Reggimento artiglieria terrestre “a Cavallo” della Brigata Pozzuolo del Friuli. La cerimonia segna il passaggio del testimone tra il Col. Andrea Bertazzo, che dopo sei mesi di mandato ha ceduto il comando al Col. Marco Javarone, il quale subentra alla guida del RC-W della missione NATO denominata "Joint Enterprise".

Il Generale di Brigata Luca Piperni, vice comandante di KFOR, nel presiedere il passaggio della bandiera della NATO, ha evidenziato come “KFOR sia la missione della NATO che più rappresenta un successo per l’Alleanza, considerato l’attuale clima di sicurezza in cui le varie comunità del Kosovo possono vivere e sottolineando come il lavoro di squadra e la coesione, sono caratteristiche necessarie per rispondere al meglio al mandato ricevuto, qualità che i “Diavoli Gialli” del contingente uscente hanno saputo esprimere nel più stretto significato del motto “Duty Realibility Commitment”, coniato per la KFOR XXVI”.

L’Ambasciatore italiano in Kosovo, Dott. Antonello De Riu, ha apprezzato i lodevoli risultati conseguiti dai militari del RC-W nel pieno rispetto del mandato internazionale, sottolineando la delicatezza del lavoro svolto dai paracadutisti dell’Esercito appartenenti alla Brigata Folgore, apprezzati dalle Istituzioni locali e dalla popolazione kosovara.

KFOR è la missione più consistente della NATO per numero di militari, con i suoi 3.700 uomini e donne impiegati, di cui circa 628 sono italiani, che giornalmente contribuiscono a un ambiente sicuro e alla libertà di movimento per tutte le comunità che vivono in Kosovo, in conformità con la risoluzione dell’ONU n. 1244 del 1999.

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