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Corpo Italiano di Liberazione
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Nato dalle ceneri del 1° raggruppamento Motorizzato, il Corpo Italiano di Liberazione fu un vero Corpo d'Armata, ordinato su due complessi di forze di livello divisionale.
Disponeva infatti della Divisione Paracadutisti "Nembo" (184^), riportata sul territorio nazionale dalla Sardegna, e di una unità di ordinata all'inglese su due brigate più i supporti che rispondeva direttamente al Comando del CIL.
Il Corpo, costituito nel marzo del 1944, a settembre dello stesso anno lasciava il posto ai primi "Gruppi di Combattimento", vere e proprie Divisioni di fanteria del ricostituito esercito.
Cresciuto nel numero di unità dipendenti, il 1° raggruppamento motorizzato si scinde in due brigate di fanteria, l'una composta dai reggimenti 4° bersaglieri e 3° alpini con un gruppo someggiato da 75/13, e l'altra, la II^ brigata, con i reggimenti 68° "Legnano" ed il Reggimento"San Marco" della Regia Marina che aveva
già operato al fianco degli inglesi; anche questa brigata aveva un suo gruppo d'artiglieria.
Altre unità completavano il primo complesso di forze in stile britannico, il 185° reparto autonomo paracadutisti "Nembo", il IX reparto d'assalto, l'11° artiglieria
rinforzato da un nuovo gruppo da 100/17, il 51° battaglione misto genio, un autoreparto ed unità minori di supporto.
Un complesso di circa 16.000 uomini cui si affiancava la Divisione "Nembo" (184^) con poco più di seimila effettivi, con i due reggimenti supersiti di fanteria
(183° e 184°) il reggimento d'artiglieria paracadutisti (184° "Nembo"), un battaglione guastatori e quattro compagnie di supporto.
La Divisione dislocata in Sardegna venne riportata sul continente ed avviata in linea senza ricevere nuove dotazioni.
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CORPO ITALIANO di LIBERAZIONE
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I^ BRIGATA
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II^ BRIGATA
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SUPPORTI
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DIVISIONE "NEMBO"
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