(Missione
"Libano 1")
Su richiesta del Vice Primo Ministro e Ministro degli
Affari Esteri del Governo libanese, è stato disposto
dal Governo italiano l'invio di un battaglione con lo
scopo di assicurare l'incolumità fisica del personale
palestinese in partenza da Beirut e degli abitanti della
regione di Beirut stessa e favorire il ristabilimento
della sovranità e delle autorità del Governo
libanese.
La missione, comandata dall'allora Tenente Colonnello
Bruno TOSETTI, è stata svolta nel periodo dal
23 agosto all'11 settembre 1982 e affidata al 2°
battaglione bersaglieri "Governolo", composto da 1 Compagnia
Comando, 2 Compagnie meccanizzate, 1 plotone genio e
1 plotone carabinieri, per un totale di 519 uomini (40
Ufficiali, 81 Sottufficiali e 389 militari di truppa)
con al seguito circa 200 mezzi tra ruotati e cingolati.
La missione è stata effettuata senza alcun incidente.
(Missione "Libano 2")

A
seguito dei tragici avvenimenti accaduti nei campi palestinesi
di Sabra e Chatila, alla periferia ovest di Beirut e
alle consultazioni tra il Governo libanese ed il Segretario
Generale delle Nazioni Unite, in applicazione della
Risoluzione 521 del Consiglio di Sicurezza, il Governo
libanese ha chiesto ad alcuni Paesi, tra cui l'Italia,
una Forza multinazionale da interporre in località
concordate.
Ciò al fine di assicurare il ristabilimento della
sovranità e dell'autorità del Governo
libanese nell'area di Beirut e, nel contempo, garantire
l'incolumità della popolazione.
La missione italiana, comandata dall'allora Generale
di Brigata Franco ANGIONI e denominata ITALCON, si è
sviluppata nel periodo dal 24 settembre 1982 al 6 marzo
1984. La forza media del contingente è stata
di circa 2.300 uomini di cui 1.550 destinati alle attività
operative e 750 a quelle logistiche.
L'impegno complessivo è stato di 8.345 persone
di cui 595 Ufficiali, 1.150 Sottufficiali, 6.470 militari
di leva e 130 Infermiere volontarie. Essi disponevano
di 319 mezzi ruotati, 52 mezzi speciali, 20 cucine rotabili,
97 veicoli di trasporto cingolati e 6 autoblindo.
Durante la missione si sono avuti 75 feriti ed un deceduto
(Marò Filippo MONTESI a fronte di 275 statunitensi
e 87 francesi).