Il
Reclutamento di personale femminile è divenuto
una realtà anche nel nostro Esercito.
Ancorchè ultimi in ambito occidentale a concedere
alle donne l'ingresso nelle Forze Armate, per quanto
riguarda l'Esercito, non si sono voluti porre limiti
preconcetti alla pari opportunità di carriera
ed impiego per il personale femminile.
Il concetto guida è che il riconoscimento della
diversità uomo-donna non deve tradursi né
in un vantaggio né in una penalizzazione per
le donne. Il criterio che viene adottato è basato
sul raggiungimento degli standard fisici, culturali
ed attitudinali previsti per un determinato incarico.
Inoltre le valutazioni di rendimento guideranno l'assegnazione
di particolari incarichi.
Pertanto, la linea d'azione scelta dall'Esercito sarà
di assegnare gli incarichi in maniera equa, destinando
le donne sia all'area operativa che a quella logistica,
tenendo conto, per quanto possibile, delle preferenze
del personale, ispirandosi ai principali eserciti alleati,
evitando aprioristiche preclusioni. La progressione
di carriera sarà identica a quella degli uomini.
In
tale ottica, gli arruolamenti sono stati aperti alle
donne seguendo un criterio di progressività allo
scopo di procedere velocemente sulla strada della riforma
ma garantendo nel contempo un'organizzazione tale da
prevenire ogni possibile attrito.
Si è quindi iniziato con gli ufficiali donna
reclutati
tra i laureati, acquisendo così in Forza
Armata anche professionalità nuove come le sociologhe,
una parte delle quali sarà inserita nell'Agenzia
Qualità della Vita con il compito specifico di
monitorare, seguire ed agevolare i successivi reclutamenti
femminili.
Quindi è stata la volta dell'Accademia
Militare seguita dai primi Sottufficiali.
Per i Volontari
in Ferma Breve, militari di truppa, già da
quest'anno si è aperto il reclutamento soltanto
per l'Esercito, mediante un concorso straordinario.
|