fonte: Stato Maggiore Esercito

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Nella Basilica di S. Maria in Aracoeli il rito liturgico in memoria del Santo Patrono dell’Esercito.

L’Esercito celebra il Santo Patrono San Giovanni XXIII Papa

Nella Basilica di S. Maria in Aracoeli sul Campidoglio, è stata celebrata la Santa Messa in memoria di San Giovanni XXIII Papa, Patrono dell’Esercito. Alla cerimonia hanno partecipato il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Pietro Serino, autorità religiose, civili e militari in servizio attivo e in quiescenza, rappresentanti del Consiglio Centrale di Rappresentanza (CoCeR) Esercito, Cappellani militari del Lazio e Presidenti delle Associazioni combattentistiche e d’Arma.

La funzione religiosa, svoltasi nel pieno rispetto delle limitazioni imposte per il contenimento della diffusione del CoViD-19, è stata officiata dall’Ordinario Militare per l’Italia, Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Santo Marcianò che durante l’omelia ha esortato tutti i militari dell’Esercito a continuare “il cammino di comunione, con l’aiuto e l’esempio di San Giovanni XXIII, Patrono dell’Esercito Italiano, Papa che ha fatto dell’unità e della pace la sua missione. Egli interceda, vi benedica e vi renda lievito di sinodalità nella Chiesa e nella società, semi di pace e giustizia nella grande famiglia umana”.

La celebrazione di San Giovanni XXIII è per l’Esercito estremamente significativa, perché richiama lo spirito e i valori propri del personale della Forza Armata, sempre pronto e saldo nello spirito, nello svolgere la propria importantissima missione a supporto della sicurezza internazionale e dei concittadini. San Giovanni XXIII, con le sue peculiari caratteristiche di amore verso il prossimo, impegno e abnegazione, riuscì a portare conforto ai soldati feriti e a riconciliarli alla fede in un periodo di grandi sofferenze e difficoltà.

Al termine della liturgia, il Generale Serino ha salutato le autorità, i rappresentanti dell’Esercito, del CoCeR e delle Associazioni combattentistiche e d’Arma convenuti e ha sottolineato quale grande privilegio sia poter affermare che San Giovanni XXIII è “uno di noi perché, vestendo la nostra uniforme, ha deciso di servire per tutta la sua vita quella che nella nostra Preghiera del Soldato viene definita l’Umana Famiglia”.

Il Generale Serino ha poi rimarcato come l’uniforme sia “un abito che non consente di nascondersi, che ci pone sempre come guida e riferimento per coloro cui abbiamo deciso di dedicare la nostra vita, un abito che impegna e che rende il nostro lavoro assolutamente unico. Tale servizio - ha concluso - ci gratifica con un dono, che tutti quanti noi possiamo apprezzare, vedere e toccare con mano in questi mesi di contrasto al Covid-19: la gratitudine, l’affetto e l’amore dei nostri concittadini”.

Oggi e nei giorni precedenti, in tutti i Reparti e gli Enti dell’Esercito, sono state celebrate altre funzioni religiose in memoria di San Giovanni XXIII, a ricordo di una figura che per i soldati italiani è particolarmente sentita, perché la vita del Santo Patrono, caratterizzata da gran senso di responsabilità e amore nei confronti del prossimo, richiama lo spirito e i valori con cui gli uomini e le donne della Forza Armata assolvono oggi ai loro doveri, a difesa dei cittadini e a tutela della sicurezza internazionale.

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