fonte: SME

Creare sinergie in grado di arricchire e valorizzare le diversificate eccellenze del nostro paese.

sarà determinante avere una vision prospettica che sia addirittura più veloce della stessa tecnologia disponibile

Si è svolto oggi presso l’Auditorium “Andreatta” del Centro Alti Studi per la Difesa il workshop “Esercito: Motore Tecnologico e di Innovazione”, evento tecnico-informativo promosso dallo Stato Maggiore dell’Esercito, per intensificare il confronto tra le istituzioni e le industrie del settore Difesa, utile al processo di trasformazione tecnologica che coinvolgerà sempre più il sistema produttivo nazionale.


L’evento, unico nel panorama dell’innovazione del comparto Difesa, ha fornito interessanti spunti di riflessione relativi alla trasformazione e alla tecnologia. In particolare è stata l’occasione per ribadire all’ industria la necessità di investire in un processo di sperimentazione innovativo, incentrato sulle nuove tecnologie, in grado di incentivare e promuovere l’interazione tra centri di ricerca, Università e Difesa.


In tale quadro l’Esercito, sfruttando nuovi accordi di collaborazione, intese ed avvalendosi del contributo intellettuale e di conoscenza dei principali sviluppatori di progetti e prototipi sarà in grado di creare una rete di relazioni professionali che si mantengono nel tempo e che si basano sulla fiducia reciproca. 


Sono stati analizzati nel dettaglio le tecnologie dei Robotic and Autonomous System,  in ambiti operativi in cui sono impiegate le minori unità militari, a premessa di un possibile sviluppo capacitivo di tali tecnologie.


Tra i relatori, professionisti di settore provenienti da esperienze internazionali nel campo del comparto produttivo della Difesa, esperti di studi geostrategici e i Vertici della Difesa, tra i quali Guido Crosetto (Presidente AIAD -Federazione Aziende Italiane per l'Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza), il Dott. Livio Romano (Centro Studi Confindustria), il Prof. Christian Cipriani (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), la Prof.ssa Annalisa Bonfiglio e il Dott. Gianluigi Sechi (Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna), il Prof. Antonio Bicchi (presidente di IRIM 3D Istituto di Robotica e macchine Intelligenti), il Prof Emanuele Menegatti (Università di Padova, DEI), il Prof Dario Albani (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e il Prof. Renato Bonora moderati dal Dott. Francesco Milan del Kings College di Londra.


Il Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, Capo di stato Maggiore dell’Esercito, ha manifestato grande soddisfazione per la riuscita dell’evento, sia per la nutrita presenza nei tavoli di lavoro di realtà istituzionali, produttive e accademiche, sia per gli importanti risultati dibattuti durante il workshop. Ha anche evidenziato che: “Lo sviluppo tecnologico e l’innovazione dei sistemi della Forza Armata sono aspetti imprescindibili per avere sempre un Esercito pronto e preparato a rispondere alle sfide del presente e del futuro” e ”quanto sia determinante avere una vision prospettica che sia addirittura più veloce della stessa tecnologia disponibile e che ci spinga a definire, con largo anticipo ed in modo chiaro, tanto gli obiettivi di medio/lungo termine quanto i benchmark che devono contrassegnare il percorso evolutivo dell’Esercito in sinergia con mondo accademico e sistema produttivo”.


Alla fine dei lavori, il sottosegretario alla difesa Giulio Calvisi ha sottolineato come” Viviamo un’epoca nella quale le incertezze sono più numerose delle certezze ed il ritmo del cambiamento è tale da non consentirci distrazioni o ritardi. Le funzioni della difesa si assicurano anche e soprattutto, attraverso l’innovazione tecnologica. Sono certo che tutti quanti sapremo migliorare la già stretta e proficua collaborazione che vede insieme difesa, industria e mondo accademico e della ricerca. Non possiamo dipendere né delegare ad altri paesi la nostra difesa e politica industriale.


La disponibilità di una base industriale e tecnologica moderna ed efficiente costituisce, conseguentemente, un’esigenza imprescindibile per la sicurezza militare del Paese. Se alla sperimentazione in laboratorio segue quella in addestramento, poligono, ed infine, la successiva applicazione nei teatri operativi, si può avere la ragionevole certezza di una tecnologia sicura ed efficiente anche per gli usi civili”.

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