fonte: Stato Maggiore Esercito

I Reparti specializzati nel campo chimico, biologico, radiologico e nucleare mettono in sicurezza i luoghi di culto dell’area romana.

Un impegno senza sosta profuso dagli uomini e donne dell’Esercito sempre al servizio del Paese

​L’Esercito italiano ha avviato oggi, a seguito della richiesta del Vicariato di Roma, le attività di sanificazione delle Parrocchie del territorio di Roma attraverso le proprie squadre specializzate nel campo Chimico, Biologico, Radiologico e Nucleare (C.B.R.N.).

L’intervento ha preso avvio dalla Parrocchia Don Bosco questa mattina, dove gli uomini e le donne del 4° Reparto Sanità del Comando dei Supporti Logistici, hanno proceduto alla disinfezione, equipaggiate con dispositivi di grande capacità. Anche la Sindaca Virginia Raggi ha voluto constatare di persona quanto messo in campo dalla Forza Armata in supporto alla cittadinanza, in vista della riapertura ai fedeli delle funzioni religiose. Nel tardo pomeriggio l’attività di sanificazione è poi proseguita presso il santuario del Divino Amore.

Il programma, concordato con il Comune di Roma Capitale, prevede la disinfezione di un totale di 337 Chiese insistenti sul territorio della Diocesi di Roma con una suddivisione tra i diversi Municipi.

Dall’inizio dell’emergenza, l’Esercito Italiano ha condotto 314 interventi di sanificazione (183 nelle R.S.A., 50 presso le strutture delle Forze dell’Ordine e 81 in luoghi pubblici), attraverso 71 assetti, ognuno composto da 6 unità. A questi si aggiungono le squadre ad elevata specializzazione provenienti dal 7° Reggimento CBRN “Cremona”, unica unità della Forza Armata specializzata nella lotta ad agenti contaminanti.

Oltre questi importanti contributi, più di 7000 soldati, già operanti nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, sono stati schierati per il controllo del rispetto dei Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, contribuendo, nelle fasi iniziali della pandemia, alla cinturazione delle zone rosse; medici e infermieri militari hanno fornito supporto alle aziende sanitarie, presso le sale intensive dei reparti COVID, allestendo 2 ospedali da campo nelle aree di Piacenza e Crema; L’aviazione dell’Esercito ha trasportato dispositivi di protezione individuale verso le aziende sanitarie locali del territorio italiano.

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