fonte: Stato Maggiore Esercito

Il Generale di Divisione Franco Federici è il 25° Comandante della missione NATO in Kosovo e succede al parigrado Michele Risi.

KFOR conta su 3.500 uomini e donne di 27 Nazioni, i cui compiti sono stabiliti dalla Risoluzione ONU 1244 del 1999

​Nei giorni scorsi, con una cerimonia svoltasi in aderenza alle vigenti disposizioni in materia di prevenzione anti Covid-19, il Generale di Divisione dell'Esercito Franco Federici è subentrato al parigrado Michele Risi quale 25° Comandante della missione NATO KFOR in Kosovo.


L'Ammiraglio Robert P. Burke, Comandante del NATO Joint Force Command di Napoli da cui dipende la forza NATO in Kosovo, ha ringraziato il Generale Risi per gli importanti risultati raggiunti durante il suo mandato, dando contestualmente il benvenuto al Generale Federici, augurandogli il meglio per il suo nuovo incarico.


Nel suo discorso di commiato il Generale Michele Risi ha ringraziato i soldati della coalizione per aver contribuito al successo della missione resa ancora più difficile dal contesto sanitario. "Sin dallo scoppio della pandemia causata dal COVID-19, le unità di KFOR hanno continuato a operare allo scopo di garantire sicurezza e libertà di movimento per tutti i cittadini del Kosovo, adottando tutte le misure preventive raccomandate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità al fine di proteggere i militari di KFOR e le comunità locale. KFOR ha sostenuto in modo imparziale tutte le istituzioni locali impegnate nel contrasto al COVID-19 attraverso donazioni di dispositivi di protezione individuale, facilitando al tempo stesso le iniziative di assistenza da parte di Paesi della NATO e partner. Un grande impegno è stato profuso anche nel campo dell'istruzione, portando a termine numerosi progetti in favore dei giovani".


Nell'ultimo anno KFOR ha rafforzato ulteriormente la cooperazione con le istituzioni locali, con la comunità internazionale e con tutte le organizzazioni di sicurezza, allo scopo di assolvere il proprio mandato fissato dalla risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1244 del 1999. Allo stesso tempo la missione NATO ha contribuito a promuovere la convivenza interetnica e a sviluppare un ambiente sicuro in cui far progredire il dialogo tra Pristina e Belgrado.


Il Generale Federici ha da subito sottolineato l'importanza che attribuirà al lavoro di squadra e alla coesione: "avere una visione comune insieme alle altre organizzazioni internazionali e alle istituzioni in Kosovo sarà essenziale per il successo della missione KFOR. Il nuovo motto della missione, tradizione che accompagna ogni nuovo mandato annuale, sarà infatti 'As one we progress'".


La missione della NATO KFOR conta su 3.500 uomini e donne di 27 Nazioni, impegnati a contribuire alla sicurezza e alla libertà di movimento di tutte le comunità in Kosovo secondo il mandato ONU. L'Italia è il secondo Paese contributore dopo gli Stati Uniti d'America ed è anche impegnata, insieme agli altri Paesi alleati e partner, ad assistere in modo imparziale le Istituzioni in Kosovo in ambiti come quello della salute e dell'istruzione.

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