fonte: KFOR

Durante l’esercitazione Saved Souls 2018 i militari italiani impiegati nella missione in Kosovo addestrano personale locale al soccorso alpino per poter “vivere” la montagna in sicurezza.

Il MNBG-W, MultiNational Battle Group West, è un’unità multinazionale con competenze nel settore occidentale del Kosovo

​Si è conclusa quest’oggi, presso le pareti rocciose della Val Rugova (Kosovo, Peć/Peja), l’esercitazione Saved Souls 2018, a completamento di una complessa attività addestrativa presieduta dal personale militare impiegato nella missione KFOR in Kosovo, e sviluppata nel corso dell’intero mandato.

Militari qualificati del 5° Reggimento Alpini (Vipiteno, BZ) – Reggimento framework del MNBG-W – hanno assistito personale della Peć/Peja Mountain Rescue Team e delle KSF (Kosovo Security Force) in un addestramento mirato all’apprendimento di alcune tecniche e procedure tipiche del soccorso in ambiente montano.

Dopo alcuni momenti addestrativi dedicati all’orienteering, alle procedure di primo intervento ed alle basilari tecniche di calata con corda, qualificati istruttori italiani nell’ambito del soccorso alpino hanno insegnato al personale locale alcune tecniche di soccorso in ambiente montano, tra cui le diverse modalità di calata di una barella (anche con la realizzazione di une teleferica) e l’utilizzo del “palo pescante”, un particolare tipo di argano che permette il recupero di eventuale personale in difficoltà, e di trasportarlo in una posizione soprastante in totale sicurezza.

Il Colonnello Ruggero Cucchini, Comandante del MNBG-W e del 5° Reggimento Alpini, ha sottolineato l’importanza di questo tipo di attività, che rientrano pienamente nel mandato del CIMIC – la particolare branca del contingente italiano che si occupa della Cooperazione Civile Militare – impegnandosi in particolar modo in iniziative che si prefiggono l’obbiettivo di promuovere lo sviluppo delle istituzioni locali e delle NGO, migliorandone l’efficacia e l’efficienza a vantaggio della popolazione: facendo particolare riferimento a questo progetto, rilanciare l’attività in montagna – in totale sicurezza – potrà avere in futuro interessanti risvolti turistici e lavorativi a beneficio di tutta la popolazione di quest’area, qualunque sia l’etnia di appartenenza.

Il 5° Reggimento Alpini non è nuovo a questo tipo di attività: in occasione di un precedente dispiegamento in Kosovo del Reggimento (dicembre 2014 – giugno 2015), personale qualificato del 5° Reggimento Alpini ha posto le basi per la formazione e l’addestramento del personale della Peć/Peja Mountain Rescue Team, conducendo diverse attività tipiche del soccorso in montagna, sia in ambiente estivo (soccorso su parete rocciosa), che in ambiente invernale (soccorso di personale travolto da valanga).

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