fonte: COMAVES

Il Comandante dell'Aviazione dell'Esercito spagnolo visita i reparti dell'Aviazione dell'Esercito a Viterbo.

Un momento di confronto tra l'Aviazione dell'Esercito Italiano e Spagnolo

​Mercoledì scorso, la caserma Bazzichelli, sede del Comando Aviazione dell'Esercito, ha ospitato una delegazione spagnola composta dal Comandante dell'Aviazione dell'Esercito Spagnolo, Generale di Brigata Juan Carlos Gonzáles Díez e dal suo Capo di Stato Maggiore, Tenente Colonnello Luis Vega Iranzo, giunti a Viterbo per confrontarsi e comprendere i diversi aspetti che riguardano la struttura e l'organizzazione dell'Aviazione dell'Esercito Italiano.

 

Ad accogliere la delegazione il Generale di Brigata Paolo Riccò, Comandante dell'Aviazione dell'Esercito che, dopo lo scambio di saluti inziali, ha accompagnato gli ospiti ad assistere ad alcuni briefing sull'organizzazione generale dell'Aviazione dell'Esercito e sulle diverse caratteristiche, capacità tecnico-tattiche e scopi delle unità dipendenti che operano sul territorio nazionale e all'estero (Comando Aviazione dell'Esercito, Comando Sostegno Aviazione dell'Esercito, Centro Addestrativo Aviazione dell'Esercito, 1° Reggimento Aviazione dell'Esercito "Antares" e 3° Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali "Aldebaran").

 

Nel pomeriggio la visita è proseguita al Centro Addestrativo Aviazione dell'Esercito dove i nostri ospiti hanno potuto ammirare e testare i simulatori di volo A-129 e la training area dedicata alla formazione degli operatori Forward  Medical Evacuation (MEDEVAC) che, già da qualche anno, si prefigura come punto focale per la formazione di equipaggi composti da personale medico specializzato a operare nelle missioni fuori area.

 

La delegazione si è poi spostata presso l'aeroporto Fabbri ove è stata allestita una mostra statica con gli aeromobili in dotazione ai reparti dell'Aviazione dell'Esercito dislocati nella sede di Viterbo.

La visita della delegazione spagnola condotta all'insegna della stima reciproca e della collaborazione, si è quindi conclusa con il tradizionale scambio di doni tra i Comandanti.


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