fonte: UNIFIL

Inaugurato un cippo a ricordo dei peacekeeper italiani

Una lapide per stringersi attorno ai propri caduti in onore al giuramento prestato.

​Nella sede del comando della missione UNIFIL a Naqoura, è stato inaugurato un cippo commemorativo dedicato ai peacekeeper italiani che, dal 1979 ad oggi, hanno perso la vita in Libano nell’adempimento del dovere.

La cerimonia ha visto l’intervento del Gen. B. Diego Filippo Fulco, comandante della Joint Task Force Lebanon – Sector West e del contingente italiano, che ha disegnato il tanto variegato impegno dell'Italia in Libano.

L’Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, il Generale italiano Stefano Del Col, ha presieduto la cerimonia di inaugurazione e, accompagnato dal generale Fulco, ha deposto una corona per onorare i caduti. Presente lo staff italiano del FC in Naquora e i comandanti delle Task Force italiane. Presente anche il Gen. B. Antoci comandante della missione bilaterale MIBIL.

Sin dal 1979 l’Italia partecipa alla missione UNIFIL per il mantenimento della pace in quest’area del Medio Oriente. Negli anni ottanta fu sancito un ulteriore contributo nazionale a supporto della stabilizzazione dell’area con Italcon che ha operato nella capitale Beirut. Nel 2006, con la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la missione assumeva l’attuale configurazione con l’Italia tra i primi contributori in termini di personale e mezzi.

Oggi l’Italia partecipa alla missione UNIFIL con circa 1200 unità, il cui comando di contingente si identifica con i caschi blu del settore ovest, unità multinazionale su base brigata meccanizzata Granatieri di Sardegna con quindici nazioni partecipanti, ed una componente elicotteri.

La corona in onore ai caduti avanza lentamente sul piazzale, il Gen. B. Diego Filippo Fulco, comandante del Sector West e della Brigata Granatieri di Sardegna, ha voluto sottolineare così questo momento: «Andrea era un militare come noi, un ragazzo come voi, che, chiamato al sacrificio, non si è tirato indietro. Il suo operato ricorda ancora oggi a tutti noi il valore del servizio alla Patria in ogni circostanza».

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