L’Ordinario Militare ha consegnato al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito il decreto emanato dalla Congregazione vaticana per il Culto Divino per le facoltà concesse dal Santo Padre.

Consegnato il decreto emanato dalla Congregazione vaticana per il Culto Divino per le facoltà concesse dal Santo Padre

Questo pomeriggio, nella Biblioteca Centrale Militare di Palazzo Esercito, l'Ordinario Militare per l'Italia, S.E. Monsignor Santo Marcianò, ha consegnato al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale di Corpo d'Armata Danilo Errico, il decreto emanato dalla Congregazione vaticana per il Culto Divino per le facoltà concesse dal Santo Padre. 


Tra le autorità presenti, il Ministro della Difesa, Sen. Roberta Pinotti, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, i Capi di Stato Maggiore delle altre Forze Armate, il Capo della Polizia, i già Ordinari Militari, S.E. Monsignor Gaetano Bonicelli, S.E. Monsignor Giuseppe Mani e S.E. Monsignor Giovanni Marra, oltre al Direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII, Don Ezio Bolis, al pronipote del Santo Papa, Dott. Emanuele Roncalli e a numerose altre autorità civili, militari e religiose. 


La semplice cerimonia odierna ha rappresentato un momento di profonda riflessione interna che, vissuta nel raccoglimento dei partecipanti, tra cui una folta schiera di cappellani militari, è stata occasione per conoscere meglio la vita e la figura di Don Angelo Roncalli e il percorso spirituale seguito dallo stesso come Soldato, Sergente di Sanità e Cappellano Militare, sulla base di quanto egli stesso scriveva "in tempo reale" nel suo "Giornale dell'Anima" e senza la coscienza di un episcopato che non aveva ancora ricevuto, come ha ben illustrato il Vicario Generale Militare, Monsignor Angelo Frigerio. 


L’elevazione di San Giovanni XXIII Papa a Patrono di tutto l’Esercito costituisce il completamento di un percorso iniziato il 3 novembre 1996, con la consegna della Bandiera dell’Esercito dall’allora Presidente Oscar Luigi Scalfaro, che mira a raccogliere sotto un unico vessillo e Santo Patrono le già consolidate tradizioni storiche e spirituali delle singole Armi e Specialità dell’Esercito.


In merito, il Generale Errico ha affermato "la venerazione di San Giovanni XXIII Papa rappresenta un’aspirazione devozionale, fortemente condivisa da tutto il personale dell’Esercito che vede, in questo celestiale punto di riferimento, una costante fonte di ispirazione nel quotidiano cammino di servizio." 


L'Ordinario Militare per l'Italia nel suo discorso ha detto “Accogliere San Giovanni XXIII come Patrono presso Dio dell’Esercito Italiano è un dono speciale, che si fa dovere e sfida: ricalcare il cammino da lui percorso, che ha come sfondo la pace! Ricevere Papa Giovanni come Patrono conferma, ai nostri militari, il valore di un culto maturato nel tempo e schiude strade future. 


È un dono e una speranza perché egli custodisca la loro vita ed essi possano continuare a custodire i valori della giustizia e della fraternità, diventando sempre più testimoni di pace, con la loro missione a servizio della difesa della vita umana.”




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