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Commemorato il 78° anniversario dell’eccidio della Divisione Acqui  nelle isole greche di Cefalonia e Corfù.

la scelta consapevole della Divisione “Acqui” fu il primo atto della Resistenza di un'Italia libera dal fascismo

Nei giorni scorsi si è svolta, presso il Monumento Nazionale dedicato ai Caduti della “Acqui” di Verona, la cerimonia del 78° anniversario dell’eccidio dell’omonima Divisione, avvenuto nelle isole ionie di Cefalonia e di Corfù, in seguito all’armistizio dell’8 settembre del 1943.


Presenti alla cerimonia, svoltasi nel pieno rispetto delle norme per il contenimento del CoViD-19, il Comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto, Generale di Corpo D’Armata Massimo Scala, il Prefetto della città di Verona, Dott. Donato Giovanni Cafagna, il Sindaco Avv. Federico Sboarina, il Presidente della Provincia, Dott. Manuel Scalzotto, il Capo di Stato Maggiore della Divisione “Acqui”, Generale di Brigata Paolo Attilio Fortezza, oltre a rappresentanti delle Istituzioni locali, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e al presidente nazionale dell'Associazione Divisione Acqui, Sig. Giuseppe Dalpiaz.


La cerimonia si è poi spostata presso la Sala Arazzi di Palazzo Barbieri, sede del Comune di Verona, dove sono stati accolti tre Reduci veronesi della gloriosa Divisione: Andrea Gagliardi, Dino Benedetti e Olindo Bussi rispettivamente di 98, 99 e 100 anni, ai quali è stato consegnato un riconoscimento e il crest della Divisione Acqui da parte del Sindaco di Verona e dell’Assessore alla cultura del Comune di Acqui Terme (AL), città che ha dato il nome alla gloriosa Divisione.


La ricorrenza ricorda uno dei più tragici fatti accaduti all’Esercito Italiano durante la seconda guerra mondiale quando, nelle isole greche di Cefalonia e Corfù, a seguito dell’Armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943, circa 10 mila tra Ufficiali, Sottufficiali e Soldati della 33° Divisione di fanteria “Acqui”, guidata dal Generale Antonio Gandin, scelsero di combattere piuttosto che cedere al disonore del disarmo, venendo per questo trucidati dai tedeschi, prima con sommarie fucilazioni di massa, infine dispersi in mare, per il volontario affondamento delle navi che dovevano trasportare i sopravvissuti nei campi di concentramento e di prigionia: la loro scelta consapevole fu il primo atto della Resistenza di un'Italia libera dal fascismo, come sottolineato dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel marzo 2001.


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