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Convegno organizzato dal Comando Militare della Capitale.

La formazione è la miglior forma di prevenzione, per questo scuola e famiglia hanno un ruolo cardine

​Consapevolezza, sinergia, lotta agli stereotipi. Sono questi i punti fermi emersi dal convegno “La violenza contro le donne: un impegno per il contrasto e la prevenzione”, promosso in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro la donna.

L’iniziativa, che si è svolta presso il Circolo Unificato Pio IX, rientra nel quadro degli incontri culturali organizzati dal Comando Militare della Capitale, volti a favorire l’interazione tra il mondo militare e civile su temi di grande rilievo sociale. È stata un’occasione di confronto e un esempio di come si possa “fare rete” tra tutti gli ambiti coinvolti.

Il focus dell’evento, moderato dalla giornalista Mariarita Grieco, caporedattrice RAI TG2, ha confermato l’impegno delle varie anime della società civile nel tenere accesi i riflettori sul fenomeno della violenza di genere e nel proporre spunti concreti di prevenzione, a partire da azioni di sensibilizzazione e di formazione che coinvolgono in particolare le nuove generazioni. Non a caso la giornata, oltre al personale militare, personalità di rilievo istituzionale e del mondo delle associazioni, ha visto la partecipazione di una rappresentanza di studenti dell’ITIS “Armellini” di Roma, mentre alcune classi del Liceo delle Scienze Umane “Maria Immacolata” e dell’Istituto “Cartesio” della Capitale hanno seguito gli interventi in video collegamento.

L’incontro è stato molto seguito dagli studenti che alla fine del dibattito hanno voluto esprimere le loro riflessioni e ringraziare i relatori per gli interventi proposti e l’attenzione sul tema.

Il Generale di Corpo d’Armata Rosario Castellano, Comandante Militare della Capitale, ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa: “L’elemento più pregevole dell’incontro è la presenza degli studenti. La formazione è la miglior forma di prevenzione, per questo scuola e famiglia hanno un ruolo cardine”.

Il Procuratore Generale Militare presso la Corte Suprema di Cassazione, Dottor Maurizio Block, si è soffermato sulla sentita “necessità di aggiornare il Codice dell’Ordinamento Militare che tenga conto di questo tema, consentendo di intervenire con criteri di tempestività e competenza”.

La Senatrice Valeria Fedeli, da sempre sostenitrice della parità e dell’uguaglianza, in video collegamento, ha sottolineato l’importanza di “promuovere occasioni di formazione come questa per avere strumenti adeguati per reagire alla violenza e per superare gli stereotipi di genere”.

Il Prof. Stefano Ciccone, co-fondatore dell’Associazione Nazionale “Maschile Plurale”, ha posto l’accento “sulla cultura della violenza, che impone una riflessione ampia per intervenire e contrastare il fenomeno e riaffermare la cultura del rispetto”.

Il Tenente Colonnello Rosa Vinciguerra, Capo Sezione Politiche di Genere per lo Stato Maggiore della Difesa e Gender Advisor, si è soffermata “sull’impegno delle Forze Armate per la tutela delle donne e l’elaborazione di un Piano Strategico Nazionale per contrastare ogni forma di violenza in attuazione della Convenzione di Istanbul e in sinergia con le altre Istituzioni dello Stato”.

Attraverso un video messaggio la senatrice Valeria Valente, presidente della Commissione parlamentare di Inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, ha rimarcato come la Commissione cerchi di capire cosa non funzioni nel sistema con indagini ed inchieste, sottolineando come “la vera sfida consiste nell’eliminare il terreno fertile nel quale cresce la violenza e per fare questo, diventa fondamentale il ruolo delle scuole, delle università e delle Famiglie, impegnate a costruire una società che garantisca eguaglianza di potere tra uomini e donne”.

Ha infine preso la parola la psicoterapeuta e criminologa Virginia Ciaravolo, che ha esortato soprattutto la giovane platea di studenti a “non essere indifferenti davanti al fenomeno, a non chiudere gli occhi e ad utilizzare sempre il giusto linguaggio nelle relazioni, guidati dalla scuola che deve prenderli per mano e fare un viaggio verso una cultura dell’uguaglianza”.

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