Missione in Iraq, lavoro costante per garantire supporto alle unità italiane in teatro.

Iraq, cambio del Comandante del Supporto Nazionale

​Il 3 giugno, a Camp Singara, nell'ambito della Missione in Iraq, ha avuto luogo il cambio del Comandante del Supporto Nazionale, tra il Colonnello Pietro Maraglino e il parigrado Giovanni Pezzo.

Presenti all’evento il Comandante del Contingente Militare italiano e Direttore dell’addestramento del Combined Joint Task Force, Generale di Brigata Nicola Terzano, ospiti una rappresentanza di militari della Coalizione e i comandanti delle altre Unità del Contingente nazionale.

Il Col. Maraglino ha approfittato dell’occasione per riassumere le molteplici attività svolte dal Supporto Nazionale e rendere merito a tutto il personale dipendente per l’impegno dimostrato al fine di garantire il funzionamento dei servizi essenziali per l’espletamento della missione.

Il Generale Terzano durante il suo intervento ha ringraziato il Colonnello Maraglino per l’ottimo lavoro svolto e il generoso e prezioso contributo fornito all’operazione durante i sette mesi di permanenza in Teatro e ha augurato buon lavoro al Colonnello Pezzo.

Il Comando del Supporto Nazionale, schierato ad Erbil dal giugno 2016, consente a tutte le articolazioni del contingente italiano di vivere, muovere ed operare al fine di condurre l’attività di addestramento a favore delle forze di sicurezza locali in tutto il Teatro di Operazioni.

Costituito quale singolo punto focale per il sostegno logistico al dispositivo nazionale, assicura nel contempo le comunicazioni, il supporto amministrativo, infrastrutturale e sanitario, oltre al collegamento continuo, attraverso l’Area Logistica di Transito, tra la madrepatria e gli aeroporti di Baghdad ed Erbil.

In estrema sintesi il livello di efficienza e di benessere nel teatro iracheno è reso possibile grazie al costante lavoro dei militari del Supporto Nazionale che ha alle dirette dipendenze il Battaglione Servizi e Supporti e lo Staff del Comando di Contingente.

Necessita una particolare menzione la gestione del ripiegamento in Italia di mezzi e materiali impiegati dalla Task Force Praesidium, unità italiana schierata a protezione della diga di Mosul fino al 1° marzo 2019. Un’attività logistica complessa che ha visto l’organizzazione di 4 ponti aerei e l’impiego di 3 navi consentendo, mediante l’impiego del Battaglione Servizi e Supporti, solo per citare l’ultima fase del ripiegamento, il transito di 29 containers, 31 mezzi e 5 stazioni di energia per un peso complessivo di circa 450.000 tonnellate.

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