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Continuano le donazioni da parte dei militari italiani, in missione in Kosovo, in favore della popolazione locale di varie etnie.

Incrementato il servizio di fornitura idrica a favore di un villaggio in Kosovo

Continua a pieno ritmo la cooperazione civile militare, fra i soldati italiani del Regional Command West (RC-W) e la popolazione kosovara. Si sono svolte nella seconda e terza decade di Agosto, rispettivamente presso i comuni di Orahovac/Rahovec e di Klina/Kline, delle donazioni realizzate dall’Unità italiana del Comando Multinazionale della missione KFOR, che attualmente vede maggiormente impegnati i paracadutisti dell’Esercito della Brigata Folgore con i “Diavoli Gialli” del 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti.


La donazione effettuata al comune di Orahovac/Rahovec, ha visto la realizzazione di pompe idriche per la fornitura di acqua a favore degli abitanti del villaggio di VELIKA OCHA a maggioranza di etnia serba. L’esecuzione di tale opera è stata realizzata allo scopo di incrementare la capacità di fornire servizi essenziali per tutta la popolazione e contemporaneamente rendere più efficace la fornitura idrica nel villaggio.


Il Tenente Colonello Mario Longo, Comandante del battaglione di manovra del RC-W, in occasione dell’inaugurazione dei lavori, alla presenza del capo villaggio Miroslav Lukic, ha espresso l’importanza di questi progetti di cooperazione civile militare e in particolare ha comunicato che “la realizzazione dell’impianto di pompe idriche aiuterà molte famiglie serbe a fruire in maniera più agevole della risorsa dell’acqua, bene prezioso per ogni attività umana”.


Altra attività di cooperazione civile – militare è stata effettuata da parte del contingente italiano nella terza settimana di agosto nella municipalità di Klina/Kline, comune a maggioranza di etnia musulmana e cattolica. In tale quadro c’è stata una consegna di materiale didattico, vestiario e giocattoli a favore dell’orfanotrofio denominato “Casa di Leskoc”.


Il Comandante del RC-W, Colonnello Andrea Bertazzo, in occasione della donazione all’orfanotrofio ha affermato che “ tale struttura rappresenta un’importante realtà che offre sul territorio un servizio essenziale di accoglienza, organizzata sul modello di una moderna fattoria, che con i propri laboratori di avviamento al lavoro per le ragazze e i ragazzi, sia cattolici che musulmani, ormai diventati adulti, costituisce una struttura importantissima di cooperazione interreligiosa ed etnica sul territorio”.


Sulla base di questi principi, i militari italiani in Kosovo, oltre ad operare quotidianamente per il monitoraggio dell’area di responsabilità a garanzia della sicurezza e della libertà di movimento, contribuisce a supportare le realtà locali. KFOR è la missione più longeva della NATO e anche la più consistente per numero di militari.


L’Italia è attualmente il primo paese contributore della missione e ne detiene il comando per la 12^ volta, 8^ consecutiva; dei 3.700 militari impiegati in KFOR, circa 630 sono italiani, con una rappresentanza di personale appartenente a tutte e quattro le Forze Armate. Il lavoro di squadra e la coesione, sono caratteristiche necessarie per rispondere al meglio al mandato ricevuto, qualità che i militari italiani hanno saputo esprimere nel più stretto significato del motto “As one we progress”, coniato per la KFOR XXV dal Generale di Divisione Franco Federici, attuale Comandante della Kosovo Force.

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