Svolta a Padova la conferenza “Le Donne nella Difesa: dalla portatrice carnica al Female Engagement Team”.

A Padova la conferenza sulla presenza delle donne nell'Esercito

​​Si è svolta nei giorni scorsi nella sala del Consiglio della Nuova Provincia di Padova, alla presenza di numerosi studenti degli Istituti Scolastici “Ruzza”, “Duca d’Abruzzi” e “Fermi”,  la conferenza dal titolo “Le Donne nella Difesa: dalla portatrice carnica al Female Engagement Team (FET)”.


L'evento, che si inserisce nella programmazione delle commemorazioni del Centenario della Grande Guerra, ha permesso agli studenti di assistere agli interventi di donne, del mondo militare e civile, che hanno portato le loro testimonianza dell’efficacia della presenza delle donne nelle Forze Armate.


La moderatrice dell’incontro, la Dott.ssa Sabrina Parisi, esperta in comunicazione e Ufficiale della Riserva Selezionata dell’Esercito, ha introdotto le relatrici: per prime il Primo Caporal Maggiore Jihad Dahbi (militare qualificata operatrice FET), che ha parlato della propria esperienza in contatto con le donne durante l’Operazione “Leonte”​ in Libano e a seguire le esperienze in Afghanistan del Capitano Silvia Greco che ha raccontato le dure condizioni di vita delle delle donne afghane.


Successivamente sono intervenute la giornalista Elena Scarrone, che ha seguito i soldati italiani quale “embedded” in Afghanistan, la giornalista vicentina Milena Nebbia, anch’essa “embedded” in Libano entrambe hanno portato le emozioni vissute durante le giornate vissute fianco a fianco dei militari nelle operazioni internazionali.


Infine l’attrice, Anna Rita Di Muro, che, nella rappresentazione teatrale “Filo spinato nel cuore” incarna la portatrice carnica, ha parlato delle sue emozioni nello scoprire il sacrificio di tante donne nella Grande Guerra. La vicenda delle portatrici carniche si colloca in Carnia durante, appunto, la Prima Guerra Mondiale, dove i soldati schierati, che dovevano essere riforniti quotidianamente di vettovaglie, munizioni, medicinali, attrezzi vari e materiali per rinforzare le postazioni.


Le uniche risorse disponibili erano donne, anziani e bambini. Le donne aderirono subito all’invito a spalla ciascuna trasportava un carico di rifornimenti che si aggirava tra i 30 e i 40 kg.  Affrontavano dislivelli da 600 a 1200 metri. D’inverno si muovevano affondando i passi nella neve. A volte si chiedeva alle portatrici di trasportare a valle, in barella, i militari feriti o caduti in combattimento.


La conferenza ha permesso di ribadire che la presenza delle donne nell’Esercito è un “valore aggiunto” all’efficienza dello strumento militare che risponde con maggiore determinazione alle missioni assegnate dal Paese e dalle Istituzioni, attraverso l’integrazione delle competenze di entrambi i generi.


condividi: