fonte: SME

Alla Cecchignola la sperimentazione del progetto “Modulo BiosPHera 2.0” con personale dell'8° Reparto Infrastrutture dell'Esercito.

L'Esercito contribuisce con suo personale al progetto BioSphera 2.0

​Considerata la sensibilità dell'Esercito per la salvaguardia dell'ambiente e l'attenzione rivolta al benessere psico-fisico del personale dipendente, il V Reparto Affari Generali dello Stato Maggiore dell'Esercito ha individuato l'8° Reparto Infrastrutture di Roma quale organo tecnico designato a porre in essere tutti gli adempimenti connessi con lo sviluppo dell'iniziativa BioSphera 2.0.

 

Il Coordinamento Scientifico del progetto BiosPHera 2.0, nell'ambito degli studi finalizzati a testare il rapporto tra la fisiologia umana e l'involucro confinato che la circonda, ha chiesto la collaborazione dell'Esercito per allocare un particolare modulo abitativo presso il Polo Alloggiativo "Li Gobbi", nella città militare Cecchignola di Roma. In questa prima fase della sperimentazione, di durata prevista dai 7 ai 15 giorni, il modulo è abitato da un Ufficiale dell'Esercito, il Capitano Rosa Maria Filice. 

 

Il progetto BiosPHera 2.0 è un modulo abitativo itinerante trasportabile su gomma, autosufficiente energeticamente (prossimo all'energia zero), costruito interamente in legno X­ LAM (superficie netta interna di 25 mq, pari ad un monolocale).

 

Scopo del progetto è testare il rapporto tra lo fisiologia umana e l'involucro confinato che la circonda (la cosiddetta "terza pelle") al variare delle condizioni climatiche esterne e sperimentare,  in via  preliminare,  i benefici che un involucro di nuova generazione possa apportare all'essere umano all'interno di un contesto ambientale estremo. Proprio per questo motivo, i parametri vitali del Capitano Filice vengono costantemente rilevati e registrati attraverso un bracciale di monitoraggio e un sensore cardiaco.

 

L'iniziativa potrebbe rappresentare una soluzione innovativa utile a soddisfare particolari esigenze abitative, connesse con le peculiari attività che il personale dell'Esercito svolge nei diversi contesti operativi nazionali ed esteri.

 

Inaugurato il 1° marzo 2016, il modulo è stato ideato e costruito dalla società Aktivhaus in collaborazione sinergica con il Politecnico di Torino Dipartimento Architettura e Design, per quanto concerne l'aspetto architettonico, e l'Istituto Zephir-Passivhaus Italia che invece ne ha curato gli aspetti energetici e fisico-edili, con l'appoggio dell'Università della Valle D'Aosta, Valle D'Aosta Structure, PEFC Italia e dell'istituto Minergie Svizzero. Trasportato  sinora  in  10 diverse  località,  climaticamente  disomogenee,  ha  percorso  3.600  km e ospitato 34 persone, fino al Polo Alloggiativo "Li Gobbi", dove anche l'Esercito potrà testarne le potenzialità e i vantaggi energetici.


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