Addestramento volto a testare le capacità di reazione dei militari del MNBG-W, impegnati nella missione in Kosovo, e del Battaglione di Riserva Tattica (KTR)

L’obiettivo dell’esercitazione è testare la capacità di reazione rapida delle Forze del MNBG-W

Si è conclusa oggi una complessa esercitazione volta a testare le capacità di reazione del Multinational Battle Group West (MNBG-W) in risposta a possibili crisi nel settore occidentale del Kosovo.

 

L'obiettivo dell'esercitazione è stato quello di testare la capacità di reazione rapida delle Forze del MNBG-W in risposta ad una escalation della violenza provocata dall'avvicinamento di una folla ostile in prossimità di un'area particolarmente sensibile, con il successivo rinforzo a cura dalla Compagnia Ungherese del Battaglione di Riserva Tattica (KTR BN - Kosovo Tactical Reserve Battalion) di K-FOR. Inoltre lo Staff del MNBG-W, dopo aver ricreato un'Unità di crisi, ha potuto valutare la capacità decisionale verificando i tempi di reazione in base al mutamento dello scenario. Tra le capacità espresse, particolare attenzione è stata rivolta al controllo della folla (crowd and riot control – C.R.C.), tramite l'impiego di equipaggiamento tattico specialistico, allo sgombero di blocchi stradali improvvisati e agli interventi di soccorso medico a mezzo elicottero (Medical Evacuation - MEDEVAC).

 

L'attività ha rappresentato un'importante occasione di valutazione e confronto tra componenti multinazionali. Il MNBG-W a guida italiana, su base 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore, secondo quanto stabilito dalla risoluzione delle Nazioni Unite 1244, assicura la liberta di movimento dei cittadini del Kosovo, garantendo un ambiente sicuro e protetto nel pluralismo delle etnie e delle confessioni religiose presenti sul territorio Balcanico. I militari Italiani, Sloveni, Austriaci e Moldavi che compongono l'Unità, operano con costante impegno (Enduring Commitment) vigilando e proteggendo il Monastero di Decane in qualità di first responder (primo responsabile) e realizzando progetti CI.MI.C. (Cooperazione Civile e Militare),  improntati al miglioramento delle condizioni 


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