fonte: COMFOP Nord

Le autorità locali hanno ricordato l'intervento dell'Esercito a favore della popolazione colpita dal maltempo lo scorso ottobre.

Impiegati fino a 130 militari e 90 mezzi speciali al giorno per pubblica calamità

Il Presidente della Repubblica, Onorevole Sergio Mattarella, ha visitato  la Provincia di Belluno e in particolar modo i luoghi del disastro del Vajont e quelli colpiti dalla tempesta "Vaia" lo scorso ottobre. Nell'incontro con i sindaci dell'area, con i Prefetti, con le Forze dell'Ordine e quelle Militari, con le associazioni di volontariato impegnate nelle operazioni di soccorso, pulizia e ricostruzione, alla presenza del Presidente della Regione Veneto, il Capo dello Stato ha ringraziato tutti quanti sono intervenuti a seguito dell'eccezionale maltempo che ha duramente colpito  la provincia di Belluno isolando interi paesi rimasti senza acqua, energia elettrica e comunicazioni per giorni interi.

 

Durante l'incontro hanno preso la parola anche  il Presidente della Provincia Roberto Padrin e il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia che hanno ricordato e ringraziato l'impegno profuso dalle istituzioni, fra cui l'Esercito, e dai volontari della Protezione Civile indispensabili per superare quei momenti di crisi.

 

Era il 29 ottobre dello scorso anno quando alcune aree del paese furono colpite da un forte maltempo che causò forti disagi alla popolazione civile rimasta in alcune aree isolata e priva di corrente elettrica. In particolar modo fu colpita la Regione Veneto lungo i fiumi Piave e Tagliamento e la Provincia di Belluno.  Il Comando Forze Operative Nord, comando dell'Esercito responsabile del coordinamento di tutte le unità presenti nel centro-nord Italia in caso di pubbliche calamità, disponeva l'impiego di mezzi e personale per fronteggiare le esondazioni dei citati fiumi, contribuendo in maniera significativa a mettere in salvo alcune famiglie residenti nelle aree golenali con l'utilizzo di battelli pneumatici del Reggimento Lagunari "Serenissima". Due giorni dopo su richiesta del Prefetto di Belluno orientava l'intervento di particolari assetti specialistici appartenenti al 2° reggimento Genio Guastatori di Trento, al reggimento Genio Ferrovieri di Bologna e al 3° reggimento Genio di Udine per concorrere al ripristino della viabilità, pulizia degli alvei dei torrenti nella provincia di Belluno, in particolare nelle località di Auronzo di Cadore, Falcade, Rocca Pietore, Gosaldo; nell'area di Feltre fece confluire piattaforme elevabili indispensabili per le potature e gli interventi sui fabbricati. Sempre nel bellunese presso l'aero campo di Belluno un elicottero da trasporto CH47F dell'Aviazione dell'Esercito in coordinazione con il personale dell'ENEL portarono a termine il trasferimento di generatori elettrici nelle zone montane rimaste prive di energia elettrica a causa dei numerosi alberi caduti sulle linee elettriche.

 

L'impiego del personale dell'Esercito in queste aree è durato fino al 22 novembre arrivando ad impiegare giornalmente circa 130 militari e 90 mezzi speciali. Il duro e continuo lavoro dei militari dell'Esercito, a fianco della Protezione Civile, del Corpo dei Vigili del Fuoco e ai numerosi volontari accorsi anche da altre regioni, ha permesso di ripulire gli alvei e ricostruire gli argini dei torrenti, ripulire le strade comunali e provinciali, tagliare numerosi alberi pericolanti e pericolosi in prossimità delle abitazioni.

 

I reparti dell'Esercito, in particolare i reparti del Genio, grazie alle esperienze maturate nelle missioni estere ed all'elevata connotazione "dual-use" sono in grado di intervenire prontamente ed efficacemente a favore della comunità nazionale in casi di maltempo, a supporto della popolazione locale e in sinergia con la Protezione Civile.


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