fonte: COMFORDOT

Il Procuratore Generale Militare presso la Corte Militare di Appello ha presentato a Modena il volume "Cefalonia. Il processo, la storia, i documenti.

Presentato il libro "Cefalonia. Il processo, la storia, i documenti"

Si è tenuta nel pomeriggio di giovedì 7 febbraio, presso l'aula magna dell'Accademia Militare di Modena, la presentazione del libro "Cefalonia. Il processo, la storia, i documenti", terzo volume della collana "I processi per i crimini di guerra tedeschi in Italia". Il libro, dedicato ai tragici eventi di Cefalonia, è stato scritto dal dottor Marco De Paolis, Procuratore Generale Militare presso la Corte Militare di Appello, e dalla dottoressa Isabella Insolvibile, storica dell'Istituto Nazionale "Ferruccio Parri".


Accolto al suo arrivo in Accademia Militare dal Comandante, Generale di Brigata Stefano Mannino, il Magistrato ha raggiunto l'aula magna dell'Istituto dove ad attenderlo c'erano Autorità cittadine, illustri ospiti, Ufficiali frequentatori, Allievi Ufficiali del 199° Corso "Osare" e del 200° Corso "Dovere"; durante la presentazione, moderata dal dottor Vincenzo Sinapi, Capo Redattore ANSA, sono intervenuti, oltre al Procuratore Generale Militare, il Generale di Brigata Fulvio Poli, Vice Capo del V Reparto Affari Generali dello Stato Maggiore dell'Esercito, il Professor Giuseppe de Vergottini, Docente di diritto costituzionale all'Università di Bologna, e il Professor Paolo Pezzino, Presidente dell'Istituto Nazionale "Ferruccio Parri". Il moderatore ha coinvolto i relatori alternando momenti di ricostruzione storica dei fatti d'arme con considerazioni dal punto di vista giudiziario, intervallati da riflessioni di natura tecnico-militare.


Nel corso del suo intervento il dottor De Paolis ha definito "storica" la sentenza del 18 ottobre 2013 del Tribunale Militare di Roma, con la quale si conclude l'ultima straordinaria stagione processuale in Italia relativa alle stragi di popolazione civile e di militari prigionieri di guerra, commesse dai tedeschi dall'8 settembre 1943 al maggio del 1945.


Nel sottolineare le difficoltà, per storici e giuristi, di ricostruire un avvenimento così importante e complesso e di "fare giustizia" in una materia quale quella dei crimini di guerra, il Procuratore Generale Militare ha spiegato come "l'affermazione di responsabilità penale in casi come quello di Cefalonia appare non soltanto doverosa, ma anche estremamente utile quale deterrente per i criminali di guerra e quale modello etico per gli attuali e futuri soldati".

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