fonte: Stato Maggiore Esercito

Nel 78° anniversario della battaglia di El-Alamein si ricordano le gesta di quei “leoni della Folgore” che scrissero una delle pagine più memorabili della nostra storia.

I baschi amaranto ricordano il valore dei loro predecessori

​ La specialità Paracadutisti nasce e si afferma in Italia alla vigilia della Seconda guerra mondiale. I primi reparti furono istruiti e formati nei pressi della città libica di Tripoli, dove venne istituita la Scuola Militare di Paracadutismo con personale dell’Esercito e truppe libiche del Regio Corpo Truppe Coloniali.

Ai primi due battaglioni libici fece seguito un I Battaglione Paracadutisti, composto interamente da soldati italiani, e il Battaglione Carabinieri Paracadutisti. Con la costituzione della Scuola di Tarquinia, dove affluiscono i superstiti della Libia, i primi quadri di questa nuova specialità diedero vita a quella che, nel 1941, fu nominata Divisione "Folgore".

Nata e addestrata con l'obiettivo primario dell'occupazione di Malta, per sopravvenute esigenze di carattere operativo, i soldati della Folgore furono impiegati a terra, a partire dal luglio 1942, sul fronte dell’Africa Settentrionale.

La specialità, infatti, celebra oggi il 78° anniversario della battaglia di El-Alamein, nella quale i soldati della “Folgore” si distinsero per ardimento e valore nell'affrontare, con fierezza e coraggio, un nemico preponderante per numero di uomini, armi e mezzi sul terreno.

In quella circostanza, sotto il comando del Generale Frattini, i paracadutisti italiani scrissero una delle pagine più memorabili della storia militare del nostro Paese, guadagnandosi il rispetto dello stesso avversario. Fu dopo El-Alamein che il primo ministro britannico, Sir Winston Churhill, disse "...dobbiamo davvero inchinarci davanti ai resti di quelli che furono i leoni della Folgore". In quell’occasione la Divisione aveva resistito a un attacco portato da forze pari a due divisioni corazzate e quattro di fanteria.

Forti del loro passato, delle tradizioni e dei valori militari di coloro che li hanno preceduti, i Paracadutisti costituiscono oggi una delle componenti irrinunciabili dell’Esercito e i reparti della Brigata “Folgore” garantiscono il proprio prezioso contributo in tutte le operazioni militari in patria e all'estero.

In tutti gli scenari operativi in cui l’Italia è stata chiamata a intervenire con propri contingenti militari, dalla Somalia al Libano, dall’Afghanistan a Timor Est - solo per citare alcuni dei Teatri Operativi di impiego - i Paracadutisti dell’Esercito continuano a dimostrare sempre elevatissima professionalità, spirito di sacrificio e la consueta determinazione che caratterizza il modo di “essere soldato” di coloro che indossano il basco amaranto.

Dalla fine del secondo conflitto mondiale, le tradizioni della Specialità sono tramandate dalla Brigata paracadutisti "Folgore", che si compone oggi di 4 Reggimenti impegnati costantemente, anche con piccoli nuclei o singoli specialisti, in tutte le missioni internazionali dove è presente l’Esercito, nonché nelle operazioni sul territorio nazionale, come “Strade Sicure”, per concorrere alla sicurezza del Paese, e nelle attività di soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali. In questa ricorrenza giunga a tutti paracadutisti i più fervidi voti augurali di sempre maggiori successi.

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