fonte: COMFOP Sud

L'Esercito ricorda il Generale Cascino nel centenario della sua morte.

Il Generale Cascino, simbolo di eroismo e grandezza umana

Lo scorso venerdì, in occasione della ricorrenza del centenario della morte del Generale di Divisione Antonino Cascino, eroe siciliano caduto alla testa dei suoi uomini nel corso della Grande Guerra, l'Esercito Italiano lo ha ricordato con una sobria cerimonia militare che si è svolta nella Chiesa di San Domenico – Pantheon dei palermitani, dove sono custodite le sue spoglie mortali.

 

Alla presenza delle massime autorità cittadine, il Generale di Brigata Claudio Minghetti, comandante del Comando Militare Esercito Sicilia, ha deposto una corona di alloro al sepolcro del Generale Cascino. Le note del silenzio hanno accompagnato la breve funzione, al termine della quale il generale Minghetti ha voluto ricordare la splendida figura del Generale Cascino, ripercorrendone brevemente la carriera e soffermandosi sull'estremo sacrificio, nella convinzione che "è giusto ricordare coloro che sono caduti sul campo. Il Generale Cascino, tra questi, è simbolo di eroismo e grandezza umana e uno degli Eroi più insigni tra i siciliani, amato dai suoi uomini per le sue doti di comandante. Non solo, quindi, è giusto ricordarlo, ma è un dovere trasferirne il ricordo anche ai più giovani, per l'insieme di positivi richiami etici che egli rappresenta, per l'alto spirito di servizio dimostrato, per il sacrificio che ha offerto, per il sangue versato per i suoi concittadini".

 

Alla cerimonia hanno partecipato numerosi ragazzi delle scuole secondarie a rappresentare il fine primario della memoria: mantenere vivo nei giovani il ricordo di chi si è sacrificato per assicurarci un futuro migliore; conservare nei loro animi la preziosa eredità valoriale che animava gli italiani di allora.


Il Generale di divisione Antonino Cascino è stato insignito di medaglia d'oro al Valor militare alla memoria con la seguente motivazione: "Nobile figura di condottiero e di soldato, diede costante e mirabile esempio di ardimento e di valore alle truppe della sua Divisione, recandosi a condividere con esse, sulle prime linee, tutte le vicende della lotta. Gravemente colpito da proiettile nemico, volle ancora mantenere il Comando finché ebbe assolto il suo compito della giornata, stoicamente sopportando il dolore della ferita, che poi lo condusse a morte. Monte Santo, 15 settembre 1917".

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