fonte: CSE

Spedizione Militare Italiana al Gasherbrum IV: gli alpinisti dell'Esercito montano il Campo 1 alla base della seraccata degli italiani.

Gasherbrum IV attende i 5 alpinisti dell'Esercito

​Si è aperta il 21 giugno la terza fase della Spedizione Militare Italiana al Gasherbrum IV dell’Esercito Italiano, dopo aver percorso circa 80 km lungo il ghiacciaio del Baltoro ed essere giunti al Campo Base. 


Da subito condizionati dal maltempo, molte giornate sono state dedicate all’allestimento del Campo e a un buon recupero psicofisico in attesa di spazi meteo consistenti per proseguire la salita e l’allestimento del campo 1 e successivi. 


Domenica 24 giugno gli alpinisti dell'Esercito hanno potuto approfittare di una breve parentesi di bel tempo per andare a perlustrare la zona adiacente il Campo Base. Rivelatasi tutt’altro che banale, tra crepacci e torri di ghiaccio, portando con sé parte dell’attrezzatura necessaria per il montaggio del Campo 1, gli alpinisti sono saliti sino a quota 5550 mt s.l.m. ma, costretti dal maltempo sospinto dai venti gelidi del Gasherbrum, dopo aver montato la tenda deposito sono tutti rientrati a malincuore al Campo Base. 


Nuovamente, nella giornata di martedì 26 giugno, tre dei cinque alpinisti (Caporal Maggiore Capo Marco Majori, Caporal Maggiore Scelto Marco Farina e la guida alpina di Lecco Daniele Bernasconi) sono saliti sino a quota 5750 mt s.l.m. spostando il deposito di materiali più in alto, ma ancora una volta, per ragioni di sicurezza e a causa di scarsa visibilità e neve continua, sono rientrati al Campo Base anziché passare la notte in quota. Gli altri due membri del gruppo, il Capo Spedizione, Maggiore Valerio Stella  e il Caporal Maggiore Scelto Maurizio Giordano sono invece rimasti al Base per organizzare il materiale occorrente per i campi più alti.


La bassa pressione ha continuato imperterrita sino alla giornata del 1 luglio, costringendo tutti a rimanere forzatamente al Campo Base. Proprio nel primo giorno del mese giungono aggiornamenti dalle spedizioni vicine e si apprende dell’arrivo del valdostano Hervé Barmasse, noto alpinista che, insieme a David Gottler, tenteranno una nuova via sulla sud-ovest sul G IV. Contestualmente, il tentativo di Cala Cimenti e compagni sul GII è tramontato proprio il 1 luglio dopo un’estenuante salita di 15 ore, dovendo far traccia sotto una continua coltre di neve verso il campo 1. Rientro dunque per Cimenti e tanti punti interrogativi per i tanti altri alpinisti fermi alla Base del Gasherbrum in attesa di un consistente miglioramento meteo, assestamento dei pendii e valutazione delle condizioni di sicurezza per il proseguimento dell’acclimatamento. 


Nei tempi di attesa gli alpini dell’Esercito Italiano hanno continuato le esercitazioni e la raccolta di dati su alcuni aspetti ritenuti fondamentali durante le fasi di programmazione della spedizione. Tra queste, emerge la capacità operativa di trasmettere costantemente posizioni, condizioni di salute e informazioni necessarie al mantenimento della sicurezza dei membri della spedizione, parallelamente alla capacità di fornire informazioni utili per la cura della promozione e comunicazione sugli sviluppi della spedizione stessa. 


Altro punto fondamentale individuato dagli alpinisti della Sezione Militare di Alta Montagna, dopo l’esperienza al Chamlang (Nepal) nell’estate 2016, è l’osservazione delle condizioni della montagna e dei ghiacciai Himalayani oggetto di grandi trasformazioni legate ai cambiamenti climatici. Insieme al geologo e alpinista Daniele Bernasconi, gli alpini hanno già dalle prime uscite, potuto testimoniare di persona una trasformazione importante del grande ghiacciaio degli Abruzzi e delle seraccate che dividono la spedizione dalla cresta Bonatti Mauri. Grandi labirinti, ghiacci trasformati e tormentati e l’esperienza di chi questi luoghi remoti li vive da tempo come il responsabile del campo, “Wahab” che parlando a lungo con il gruppo racconta di come sia inspiegabile una situazione climatica cosi particolare per la stagione sulla catena montuosa del Karakorum. 


L’inverno passato, racconta la guida pakistana, è stato molto secco, poca neve è caduta in quota mentre ora la situazione è completamente ribaltata; La bassa pressione non trova una via d’uscita da questi imponenti massicci che oltrepassano tutti i 6000mt di altitudine ed è ormai da quasi due settimane che questo tempo molto perturbato non da tregua, facendo cadere quotidianamente neve al suolo al Campo Base sino a superare i 50 centimetri. 


Le condizioni atmosferiche proibitive non hanno scoraggiato i 5 alpinisti dell'Esercito. Lunedì 02 luglio infatti, raggiungono e montano il Campo 1 a quota 6000 mt s.l.m partendo alle 05.00 dal Base e attraversando la grande seraccata dell’ Ice Fall in 7 ore. Nonostante la distanza lineare che divide i due campi sia relativamente breve (4km circa), il reale sviluppo percorso dalle due cordate superava di poco i 10km. Anche il dislivello complessivo che sulla carta risulta di 900 mt è risultato quasi il doppio per via dei diversi sali e scendi imposti dalle grandi seraccate attraversate. Majori, Farina e Bernasconi sono giunti al Campo 1 verso le 12.00 e già alle 14.30 Majori e Bernasconi sono ridiscesi verso quota 5600 mt s.l.m per attrezzare bene la via di salita fino al rientro al Campo 1 verso le 19.00. 


Dopo una cena piuttosto magra con buste liofilizzate, i cinque alpinisti hanno trascorso una notte difficile con temperature fino a -14° C e un velo di brina ad avvolgere ogni oggetto al loro risveglio. Ricevute puntualmente le previsioni meteorologiche dal servizio meteo valdostano, al risveglio del 3 luglio i cinque membri della spedizione hanno risistemato il materiale portato a fatica in quota e si sono avviati verso il Campo Base anticipando il maltempo in arrivo e previsto fino a venerdì 6 luglio. 


La discesa è stata l’occasione per studiare le linee migliori di salita per i successivi campi e, come riportato dal Capo Spedizione, poter vedere finalmente la seraccata degli italiani da vicino, ha rianimato lo spirito dell’intero gruppo. Il risveglio di mercoledì 4 luglio, ha apparentemente riportato gli alpinisti alla dura realtà che stanno affrontando le diverse spedizioni compresenti al campo base. Nuove precipitazioni nevose, abbondanti, a ricoprire le tracce lungo i 10km verso il Campo 1 e oltre. Gli occhi di molti alpinisti sono ora proiettati nelle nebbie dei ghiacci, in attesa di scrutare nuovamente le creste rocciose che dovrebbero intravedersi a partire da venerdì sera, quando una nuova finestra, questa volta di qualche giorno, potrebbe offrire finalmente l’occasione di procedere a quote più elevate verso il campo 2 e oltre per un migliore acclimatamento.

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