fonte: COMFOP Sud

L’Esercito in Puglia con attività di integrazione ed inserimento sociale.

Un laboratorio di educazione civico-sportiva per 40 giovani diversamente abili

Ancora un evento a suggellare la collaborazione tra il Comando Militare Esercito “Puglia” e le amministrazioni locali, con un’ attività che concretizza i concetti di integrazione e inserimento sociale.


“L’Esercito abbraccia il sorriso, l’educazione con e verso l’alterità: una stoccata per la vita” è il titolo che la direttrice del Centro Polivalente per Diversamente Abili “Il Sorriso”, dottoressa Iole Sacco,  ha voluto dare al progetto che  avuto il suo esordio l’8 luglio. Nelle prime due giornate il personale dell’Esercito ha parlato delle proprie esperienze, dei compiti e delle funzioni dell’Esercito e dell’importanza che la Forza Armata assume sia in ambito internazionale nelle missioni di peacekeeping, sia nazionale negli interventi a favore delle popolazioni colpite da catastrofi con l’impiego di uomini, mezzi e materiali dell’Esercito.

 

Nel pomeriggio del 9 luglio il Generale di Brigata Giorgio Rainò, Comandante Territoriale dell’Esercito in Puglia, il Sindaco di San Severo, avv. Francesco Miglio, il vicario generale della Diocesi di San Severo Don luigi Rubino e l’ avvocato Matteo Starace, Presidente della Federazione Italiana Scherma Puglia, hanno dato il via al progetto “Fencing for change - Una stoccata per la Vita”. Si tratta di un laboratorio di educazione civico-sportiva che offre la possibilità agli ospiti del Centro  di apprendere spirito e basi della tecnica schermistica, in unione con gli alti valori promossi dall’attività sportiva.


Il progetto, nato come conseguenza di un protocollo stipulato tra il Pontificio Consiglio della Cultura e il Ministero della Difesa e realizzato in Puglia con la collaborazione della Conferenza Episcopale Pugliese, la Federazione Italiana Scherma Puglia (FIS), l'Ufficio Scolastico Regionale e l'Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, si pone come obiettivo quello di abbattere le barriere sociali e favorire l’integrazione dei giovani e dei diversamente abili, divenendo così veicolo di convivenza civile ed elemento di integrazione e inserimento sociale.




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