Esercito e Marina disinnescano un ordigno bellico risalente al II Conflitto Mondiale.

Evacuati 500 residenti. La bomba d’aereo di fabbricazione USA pesava 500 libbre (227 Kg) ed era ad alto potenziale esplosivo

​Gli artificieri dell’Esercito provenienti dall’8° Reggimento Genio Paracadutisti e i Palombari del Comando Subacquei Incursori della Marina Militare, sono intervenuti a Mestre, nel comune di Venezia, per disinnescare e neutralizzare un pericoloso residuato bellico risalente al secondo conflitto mondiale.

L’ordigno, una bomba d’aereo di fabbricazione statunitense dal peso di 500 libbre (227 Kg) ad alto potenziale esplosivo, è stato rinvenuto, nelle settimane scorse, all’interno del campus universitario Cà Foscari nel corso di alcuni lavori di scavo. Le delicate operazioni di bonifica, coordinate dalla Prefettura di Venezia, hanno avuto inizio domenica mattina, al termine delle procedure di evacuazione della popolazione (circa 500 residenti).

L’intervento è stato suddiviso in due fasi, prima gli artificieri paracadutisti dell’Esercito hanno rimosso le spolette ancora attive presenti sull’ordigno, rendendolo inoffensivo, poi il residuato è stato trasferito, lungo strade chiuse e prive di traffico, al punto di incontro con il personale del GOS distaccato dal Nucleo SDAI di Ancona (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), per il successivo rimorchio e neutralizzazione attraverso il brillamento in alto mare.

Questa movimentazione, avvenuta in convoglio composto da motovedette della Guardia Costiera e dei mezzi del Nucleo SDAI, ha attraversato la laguna, uscendo dal varco sud di Malamocco, fino a raggiungere il punto stabilito per le operazioni di brillamento a circa 3 miglia al largo di Venezia. Tale area è stata individuata dalle autorità competenti per garantire la sicurezza delle installazioni e preservare l’ecosistema marino. Al termine di due ore relative alle delicate operazioni di despolettamento e trasferimento, alle ore 15:20 è avvenuto il brillamento della bomba e la città metropolitana di Venezia è potuta tornare alla normalità.

Per garantire la massima cornice di sicurezza, i genieri hanno realizzato una struttura di mitigazione frutto di un progetto elaborato dal Centro di Eccellenza C-IED (Counter- Improvised Explosive Device) dell’Esercito a seguito di due anni di sperimentazione. La complessa opera ha permesso di ridurre significativamente il raggio di sgombero riducendolo fino a circa 460 metri lineari in luogo dei 1.600 normalmente previsti. Tale riduzione permette un significativo risparmio per la comunità locale.

Il ritrovamento di ordigni bellici inesplosi in Italia è ancora oggi, a più di settant’anni dal termine del Secondo Conflitto mondiale, un fenomeno frequente. Sono infatti migliaia ogni anno gli interventi da parte delle unità genio dell’Esercito per i ritrovamenti sul terreno e della Marina per gli interventi in acqua (fiumi, laghi, mare).

Dall’inizio dell’anno l’8° Reggimento Genio Paracadutisti della Brigata Folgore ha condotto 300 interventi di bonifica per un totale di circa 800 ordigni neutralizzati (di cui 14 bombe d’aereo) nelle sette province di competenza.

condividi: