Nella Caserma Gandin di Roma una sessione di metodo di combattimento militare (MCM) per i Granatieri impiegati nell'Operazione "Strade Sicure".

L' MCM ha un uso addestrativo duale: all'estero come nei centri urbani

I militari del Raggruppamento Lazio Umbria e Abruzzo, a guida Brigata Granatieri di Sardegna, come tutto il personale dell’Esercito Italiano partecipante all’Operazione “Strade Sicure”, vengono formati per i compiti previsti nelle operazioni di concorso alle Autorità di Pubblica Sicurezza.


Nell’iter formativo una grande attenzione è rivolta al Metodo di Combattimento Militare (MCM) e, nei giorni scorsi presso la Caserma “Gandin” di Roma, sede della Brigata Granatieri di Sardegna e del 1° Reggimento Granatieri, si è svolta una sessione propedeutica agli interventi che i militari potrebbero essere chiamati a svolgere durante il servizio. 


Il Metodo di Combattimento Militare è un sistema di combattimento a distanza ravvicinata che risponde alle peculiari esigenze operative ed utilizza tecniche mutuate da altri sistemi di combattimento militari impiegati da Forze Armate di diversi Paesi, dalle arti marziali e sport di combattimento, prediligendone l’efficacia all’estetica. 


E’ un sistema aperto, ovvero in continua evoluzione e pertanto in grado di recepire nuove tecniche, soluzioni od accorgimenti qualora ritenuti funzionali ad elevare il livello addestrativo dei militari. 


La pratica costante del MCM, inserita nel programma addestrativo delle unità, favorisce lo sviluppo del coraggio del singolo soldato, ne accresce la fiducia nelle proprie capacità fisiche, aumenta il senso della disciplina e incrementa lo spirito di corpo. 


Non ultimo migliora la capacità di assumere decisioni in condizioni di stress dovute alla fatica fisica.




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