fonte: SME

“La Psicologia Militare e le sfide della contemporaneità”.

Personale militare, risorsa determinante e delicata da gestire

​Concluso a Roma il 3° workshop “La Psicologia Militare e le sfide della contemporaneità”, che ha visto la partecipazione di psicologi e psichiatri dell’Esercito e illustri ospiti del mondo accademico e istituzionale nel campo della psicologia e psichiatria tra i quali il Presidente dell’Associazione Italiana di Psicopatologia, Prof. Alberto Siracusano, il Presidente dell’Associazione Italiana Psicologi, Prof. Santo Di Nuovo e il Presidente dell’Ordine Nazionale degli Psicologi, dott. Fulvio Giardina.


Quest’anno l’attenzione si è concentrata sulla rapida evoluzione socio culturale dell’uomo-donna contemporanei, risorse centrali e fondamentali della Forza Armata, per analizzarne i cambiamenti sociali degli ultimi anni, capirne l’impatto sulla comunità militare e definire delle linee di azione al raggiungimento di una adeguata prontezza psicologica del militare, del benessere della propria famiglia e dell’efficace funzionamento dell’Unità di appartenenza. 


Nel corso del Workshop il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ha sottolineato come, “disporre di una componente umana in salute, pronta, addestrata e resiliente sia dunque un requisito fondamentale per consentire all’Esercito di fronteggiare in modo adeguato le sfide attuali e ancor più quelle future”.


Durante le tre giornate si è avuta la possibilità di apprezzare, oltre che i lavori degli psicologi e psichiatri dell’Esercito su tematiche relative alla selezione, al clima organizzativo, alla prontezza operativa e alla cura, anche gli interventi di noti accademici su tematiche come la leadership, i cambiamenti sociali, lo stress e le nuove sfide della psicologia e della psichiatria nella società contemporanea.


L’evento ha evidenziato come l'Esercito sia attento ai bisogni del proprio personale attraverso anche il dialogo con la società civile, al fine di continuare ad operare per la sicurezza del Paese, nella piena aderenza ai principi e ai valori che lo contraddistinguono. La Forza Armata agisce su tre direttrici: la prevenzione del disagio, la tutela del benessere e il monitoraggio. Per realizzare tutto ciò, si è reso necessario anche un approccio che contempli il supporto di psicologia e psichiatria.


Gli esiti dei lavori svolti nei 2 workshop precedenti sono stati preziosi per la Forza Armata e alcuni dei contributi forniti sono stati apprezzati a tal punto da diventare dei progetti importanti realizzati successivamente. Fra questi, la costituzione dell’Ufficio di Psicologia e Psichiatria Militare dello Stato Maggiore dell’Esercito, organo di consulenza tecnica che coordina, supervisiona e controlla tutte le attività dei settori della selezione, formazione e clinica, nonchè l’introduzione del cosiddetto concetto di “Plasticità Cerebrale”. Un interessante esempio di innovazione che prevede la valutazione di specifiche capacità (memorizzazione, velocità di elaborazione delle informazione, etc.) in sede di reclutamento e la loro successiva elaborazione e miglioramento nelle fasi formativa, addestrativa e recupero clinico.

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