ESERCITO ITALIANO

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Gradi non più in uso

Soldato del 67° reggimento fanteria 'Legnano', in tenuta di guerra

Come tutte le cose militari, anche le insegne di grado nel tempo, subiscono cambiamenti, sia nel posizionamento che nel formato.
Le insegne di grado oggi in uso sono il retaggio delle insegne istituite nel periodo Umbertino.
I gradi a fiorami vennero allora sostituiti con sistemi di rappresentazione più pratici come le stellette, simbolo della militarità in Italia dal 1871.

Utilizzate per le insegne di grado dal 1890 per i generali, poi dal 1894 per tutti gli Ufficiali in colonia e dal 1909 estese nell'uso a tutte le tenute. Di colore argento o oro a seconda dell'Arma Corpo o Servizio, le insegne di grado degli Ufficiali assunsero l'aspetto che, a grandi linee, conservano ancora oggi.

Nello stesso periodo, furono istituiti e posti in essere dal 29 gennaio 1903, i nuovi gradi per i sottufficiali: ai Furieri si sostituivano i tre livelli del grado di Maresciallo caratterizzato da uno a tre galloncini, come era in uso, d'oro o d'argento. Ai Sergenti con la sparizione dei Furieri e Furier Maggiori venne associato il nuovo grado di Sergente Maggiore. Questi continuarono a portare le insegne al paramano: un gallone più alto cui se ne aggiungono uno o due più sottili.

La truppa mantenne i tre livelli, Scelto, o Appuntato per le Armi a Cavallo, Caporale e Caporal Maggiore nello stesso formato dei Sergenti ma in colore rosso sulle uniformi turchine poi nero sulla grigioverde. Poco prima della guerra venne istituito il grado di "Generale in Comando d'Armata" e l'insegna per il primo capitano.